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Viterbo, nella Tuscia mancano 9 dirigenti scolastici

Massimiliano Conti
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Alla fine di luglio, e a due mesi dalla partenza di un altro anno scolastico che si preannuncia complicato quanto i due precedenti, sono 9 su 43 le dirigenze scolastiche attualmente vacanti nella provincia di Viterbo. Il 20% del totale. A queste 9 caselle da riempire, 7 negli istituti comprensivi e due in quelli superiori, vanno aggiunte quelle in scadenza: i presidi con il contratto agli sgoccioli sono in tutto 10. Una situazione che preoccupa i sindacati, che ben poco si aspettano dai 25 nuovi incarichi autorizzati nel Lazio e in procinto di essere assegnati: “Si tratta di poche gocce nel mare, che perlopiù cadranno sulla provincia di Roma”, sottolinea Brunella Marconi, segretaria provinciale dello Snals. Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda gli istituti comprensivi (materne, elementari e medie), le sedi vacanti sono quelle di Canino, Montalto di Castro, Grotte Santo Stefano, Grotte di Castro, Tuscania, Bassano Romano e Montefiascone; per quanto riguarda invece gli istituti superiori mancano all’appello i presidi del Colasanti di Civita Castellana e del Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) Giuseppe Foti di Viterbo.

 

 

“Si è appena conclusa la prima fase - spiega Brunella Marconi - quella dei trasferimenti dei dirigenti da una scuola all’altra. Il 4 luglio c’è stato un decreto straordinario per permettere alla professoressa Maria Cristina Baleani di rientrare dal Veneto per andare a dirigere l’istituto comprensivo del Carmine a Viterbo. Per il resto, nella nostra provincia i presidi sono stati tutti confermati, con la sola eccezione di Claudia Prosperoni che dalla scuola dell’Ellera passa al liceo scientifico Ruffini di Viterbo (dopo il pensionamento di Maria Antonietta Bentivegna la reggenza era stata affidata prima a Massimo Bonelli e poi al dirigente dell’Itt Leonardo da Vinci Luca Damiani, ndr). Troppe dirigenze restano però scoperte e poco ci aspettiamo dai 25 nuovi posti autorizzati dal ministero che verranno assegnati a breve”.

C'è poi il caso dell’istituto comprensivo “Roberto Marchini” di Caprarola, che essendo finito sotto la soglia minima dei 600 alunni avrebbe dovuto perdere in teoria la dirigenza ed essere accorpato. L’autonomia dell’istituto è stata prorogata però per un anno in ragione dell’emergenza Covid grazie anche alle pressioni del sindaco e consigliere provinciale delegato all’istruzione Eugenio Stelliferi. “Ci accingiamo ad affrontare un nuovo anno scolastico estremamente complicato, come ci dice la risalita della curva dei contagi - sottolinea la segretaria provinciale dello Snals -. Dal ministero finora le indicazioni che giungono per la ripartenza a settembre sono poche e pure confuse, con l’intera responsabilità che viene scaricata sui dirigenti. Se poi questi devono stare appresso non a un solo istituto ma addirittura a due, è chiaro che le responsabilità e i rischi si moltiplicano. Il tutto per appena 400 euro in più in busta paga: tanto vale una reggenza rispetto ai 3 mila euro netti dello stipendio intero di un preside”.