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Viterbo, finanziato progetto Ater sulla qualità dell'abitare. Ma bisogna correre per prendere i soldi

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Trenta milioni dal Mise, nell’ambito del piano nazionale sulla qualità dell’abitare, per cambiare il volto di due quartieri strategici: Carmine-Pilastro e Santa Barbara. La giunta Arena, che mercoledì presenterà i due progetti in una conferenza stampa, è convinta di aver messo a segno un colpo fondamentale. Tuttavia, il lavoro che l’attende è molto oneroso: per non perdere i soldi (che vanno spesi entro il 2026) è necessario infatti attenersi alle tantissime norme contenute nel bando, a cominciare dalla presentazione dei progetti esecutivi entro 240 giorni. 

 

Viterbo si è piazzato con un progetto al 55° posto della graduatoria del Mise e con un altro al 160° (a livello nazionale i progetti ammessi sono 271). Ora, l’ordine di finanziamento sarà determinato attraverso lo scorrimento (da 1 a 271) delle proposte secondo il criterio prioritario del finanziamento di un progetto per regione. Dopodiché, si passerà a un secondo giro - e così via ad un terzo, un quarto, ecc. - sempre secondo il criterio di un progetto per regione. Da notare che il 40% delle risorse vanno assegnate al Sud a fronte del 37% dei progetti valutati ammissibili, dunque con molta probabilità quasi tutti i progetti provenienti dal Meridione saranno finanziati in prima battuta. Inoltre, secondo una stima, saranno in prima battuta finanziati circa 180 progetti. Il ministero lavorerà in ogni caso per il recupero delle risorse necessarie alla copertura finanziaria di tutti i 271 e già entro i prossimi 60 giorni (addirittura c’è chi parla già di Ferragosto) sarà definita la graduatoria dei progetti finanziati immediatamente. Tutto questo per dire che dall’ammissione al finanziamento all’arrivo dei fondi veri e propri potrebbe passare più di qualche anno. 

 

Ma su Viterbo, oltre a queste due proposte del Comune, è stato ammesso a finanziamento anche un progetto presentato dall’Ater. Riguarda il recupero dello storico complesso immobiliare dei Santi Simone e Guida: “Un grande successo di squadra - si legge in una nota del presidente, Ivan Grazini, e del direttore generale, Fabrizio Urbani-. Regione, Asl, Università della Tuscia e Ater hanno lavorato gomito a gomito per non perdere questa opportunità. Il progetto è stato individuato dopo un sopralluogo congiunto da noi effettuato insieme all’assessore alle politiche abitative Massimiliano Valeriani, al consigliere Enrico Panunzi e al direttore della Asl Daniela Donetti. Oggi vogliamo condividere con loro la nostra grande soddisfazione. Allo stesso modo, vogliamo ringraziare tutte le professionalità della nostra azienda, nessuna esclusa, che si sono impegnate in un lavoro straordinario”. L’intervento prevede la realizzazione di un Centro di accoglienza per donne vittime di violenza e di disagi sociali e di un Collegio di merito per l’Università della Tuscia: “In un unico contesto - dice ancora Ivan Grazini - ci saranno studenti, di nazionalità diverse, che hanno ottenuto risultati eccellenti nel percorso di studi, insieme a donne che si trovano in una condizione di difficoltà e di disagio e che necessitano di un recupero mirato al reinserimento. Questo consentirà di offrire prospettive totalmente nuove di inclusione, di formazione e di coesione sociale”. 

 


R. V.