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Viterbo Covid, rientrati da Malta gli studenti contagiati. Una delle mamme: "Incubo finito"

Daniela Venanzi
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I quattro ragazzi di Viterbo, tre del liceo Ruffini e uno del liceo di Santa Rosa, trattenuti a Malta per intere settimane dopo aver contratto il Covid sul posto, perché venuti a contatto con altri studenti positivi, sono tornati in Italia.  Sono atterrati a Fiumicino ieri pomeriggio, venerdì 23 luglio,  alle 18, provenienti da Malta con un volo charter. All’arrivo, attraverso un cordone sanitario predisposto per evitare contatti, sono stati portati presso un hotel Covid della capitale, accolti per le cure del caso e il tampone, (che con tutta probabilità verrà effettuato questa mattina ndr), per verificare se ci sia ancora la positività al virus riscontrata a Malta. 

 

 

Alessandro Orlando, uno dei quattro ragazzi, giovedì ha festeggiato il suo diciassettesimo compleanno.  La sua mamma si è prodigata con ogni mezzo, interessando la Farnesina, l’Ambasciata italiana e anche la stampa, per farlo rientrare in Italia. La sua felicità è esplosa quando ha saputo del ritorno.  “Non potevo ricevere regalo più bello. Sono stata in pena, soprattutto al pensiero che Alessandro stesse male come in effetti è successo. Per giorni ha sofferto di disidratazione ed è rimasto chiuso in una stanza senza televisione e senza neppure un frigorifero. Condizioni precarie, anche perché non è stato visitato da nessuno, fino al momento del trasporto nell’ospedale maltese dove, dopo una flebo nella giornata di mercoledì, aveva recuperato un po’ di forze per tornare a stare male giovedì - ha raccontato la mamma Giulia Rapino -. Non è ancora finita, ma saperlo a Roma e sotto il controllo sanitario italiano è un sollievo enorme - continua a spiegare la madre -. Speriamo che presto ce lo affidino per un rientro a casa in tutta sicurezza”.

 


 

E da parte sua, Alessandro che dice? 
“Al momento - spiega ancora la mamma - non se la sente di rilasciare dichiarazioni o essere contattato al telefono, è un tipo riservato e tutto questo clamore lo fa sentire in imbarazzo. Mi ha solo detto di far sapere che è felicissimo e che non vede l’ora di poter rientrare nella sua casa, a Viterbo”. La vicenda, che ha preso il via dopo la vittoria dei ragazzi di un bando Inps che ha permesso loro di poter frequentare un corso di studio in lingua inglese, si è trasformata in una odissea.  Appena arrivati a Malta, i quattro ragazzi viterbesi si sono trovati ammassati nella hall dell’albergo insieme ad altri 250 giovani. Da lì la scoperta dei casi positivi, tra cui anche loro, e della permanenza forzata. Un incubo che è finalmente risolto.  “Anche se - conclude la mamma - Alessandro ancora non sta bene perché continua ad avere sintomi poco piacevoli, almeno adesso siamo ottimisti e finalmente sicuri delle cure e dei protocolli italiani”.