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Lazio, concorso Allumiere. Sequestrati i telefonini di 27 candidati

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Vanno avanti le indagini sulla presunta Concorsopoli Pisana, scaturita dal concorso per funzionari amministrativi, bandito a fine 2020 dal Comune di Allumiere, la cui graduatoria è stata successivamente utilizzata per assunzioni (16) presso il Consiglio regionale e presso altri Comuni della provincia di Roma. L’ipotesi attorno alla quale ruota l’inchiesta della Procura di Civitavecchia è che nel Lazio, negli ultimi anni, sia stato messo in piedi un vero e proprio sistema finalizzato ad aggirare le leggi sul reclutamento del personale nella pubblica amministrazione. Di fatto, per quanto concerne il caso specifico, si sospetta che alcuni candidati che hanno partecipato alla selezione bandita dal piccolo Comune sui monti della Tolfa sapessero bene, in virtù degli appoggi politici su cui potevano contare, che, più che vincere per vedersi assegnare uno dei posti in palio, era importante risultare idonei. Dopo sarebbero stati infatti chiamati, attraverso l’acquisizione della graduatoria, appunto al Consiglio regionale o in altri enti locali. 

E’ partendo da questo ipotetico scenario che la Procura di Civitavecchia ha fatto sequestrare nei giorni scorsi i telefoni cellulari a 27 candidati. Si tratterebbe di persone che avevano superato le prove preselettive. Ad insospettire il magistrato (l’inchiesta è condotta dal pubblico ministero Alessandro Gentile) sarebbe stata l’alta percentuale di idonei, dato che normalmente nei concorsi pubblici in fase di test preliminari viene buttata fuori la gran parte dei partecipanti. Cosa che invece non sarebbe avvenuta ad Allumiere.
Secondo alcune indiscrezioni l’obiettivo degli inquirenti è di trovare eventuali tracce di rapporti avuti dagli stessi candidati con i membri della commissione esaminatrice o con i vertici politici e amministrativi del Comune di Allumiere, del Consiglio regionale o degli altri locali che hanno acquisito la graduatoria. Dal decreto di sequestro sembrerebbe emergere che gli elementi in mano al magistrato siano molti e per questo motivo c’è chi non esclude a breve nuove iniziative da parte della stessa Procura, la quale è evidentemente a caccia di riscontri oggettivi a supporto delle ipotesi di reato al momento soltanto supposte. 

 

Come si sa, è stato già interrogato il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini del Pd, all’epoca dei fatti distaccato proprio presso la presidenza del Consiglio regionale che ha deliberato le assunzioni attingendo dalla graduatoria del concorso sotto accusa. Sentito inoltre in Procura anche il presidente della commissione, Andrea Mori, che però, su consiglio del suo legale, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Per tutti, i capi di imputazione, al momento, rimangono sempre gli stessi: violazione del segreto d’ufficio e abuso d’ufficio. Gli inquirenti, infine, stanno anche cercando di delineare il ruolo che potrebbe aver ricoperto nell’intera vicenda l’ex presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini. Molti vincitori del concorso sono da lui ben conosciuti o erano alle sue dipendenze.