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Viterbo, rapina ufficio postale di Canino. A ottobre il processo alla banda

Valeria Terranova
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Rapina all’ufficio postale di Canino: si va verso l’abbreviato. Allo scorso 17 giugno risale il via libera alla richiesta di giudizio immediato nei confronti dell’ex direttore e dei presunti complici del colpo messo a segno il 28 novembre 2020. Il 19 ottobre dovrebbe tenersi la prima udienza davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, salvo che i legali, tra cui gli avvocati Samuele De Santis, Giovanni Labate, Luigi Mancini ed Enrico Zeibellini, non scelgano riti alternativi, anticipando così i tempi, e un cambio di programma sulla tabella di marcia relativamente alla calendarizzazione delle sedute.

 

Tra l’8 dicembre e il 25 gennaio in sette finirono in manette. Si tratta di Massimiliano Ciocia, ex direttore della filiale, Domenico Palermo, Daniele Casertano, Christian Lanari, Bruno Laezza, Roberto Gallo e Riccardo Carloni Modesti. In particolare, il cerchio delle indagini si chiuse quando gli ultimi tre fuggitivi, Laezza, Gallo e Carloni Modesti, considerati gli autori materiali del colpo, furono arrestati dai carabinieri. Stando alla tesi investigativa, due di loro si trovavano a bordo di un’auto, una Lancia Ypsilon di colore rosso, appostata davanti all’ufficio in via Garibaldi, mentre il terzo avrebbe fatto irruzione da solo all’interno dell’ufficio, vestito da corriere e sotto minaccia di una pistola. Durante l’azione l’uomo sarebbe riuscito a prendere i soldi con la complicità dell’allora direttore, individuato poi dagli inquirenti come basista. I malviventi, mettendo a segno la rapina, si sarebbero impossessati di 200 mila euro. Tuttavia mancherebbe all’appello parte della refurtiva. 

 

I tre furono denunciati a piede libero dopo i primi arresti dell’8 dicembre 2020. Dell’intero bottino, infatti, furono rinvenuti solo i primi 30 mila euro, somma che il direttore aveva tenuto per sé, ma venne sorpreso dai militari mentre li infilava nella propria auto. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Franco Pacifici, sin dal principio, si focalizzarono sul probabile coinvolgimento di un dipendente presso lo stesso ufficio.