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Viterbo, auto a tutta velocità a Tarquinia. Proteste in via della Salara

Anna Maria Vinci
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Tarquinia, via della Salara, protestano gli abitanti per l’altissima velocità delle autovetture in transito. La strada è infatti molto transitata sia in estate che in inverno, in quanto permette l’accesso al Lido. Ma, in estate, secondo i residenti, la situazione si fa ancora più critica. “Chiediamo alle autorità competenti di intervenire al più presto , poco tempo fa un bambino su questa strada ha rischiato la vita. – raccontano gli abitanti della zona –, le nostre abitazioni sono praticamente a due metri dalla rete viaria, si affacciano sulla strada, che è ormai diventata un circuito pericolosissimo. Le macchine sfrecciano ad altissima velocità sia di giorno che di notte, mettendo in pericolo chi si reca semplicemente a casa propria. Abbiamo già segnalato, anche se non ufficialmente la situazione, ma nulla è cambiato”. 

 

L’arteria in questione è la via di Porto Clementino, che poi diviene via della Salara e quindi via Giorgi. “Abbiamo chiesto l’installazione dei dossi per il contenimento della velocità, ma ci è stato riferito che non si possono installare, in quanto rallenterebbero i mezzi di soccorso. Eppure qualcosa bisogna fare , la strada è pericolosa e necessità di controlli severi, per evitare il peggio, che è già stato sfiorato più volte”.  La strada in inverno è ad alta percorrenza in quanto nelle prossimità vi è l’istituto scolastico Cardarelli, in estate secondo i residenti la situazione peggiora notevolmente. “È pericoloso per noi girare per entrare negli spazi delle nostre abitazioni – precisano i residenti –, posteggiare all’interno dei nostri cancelli è un rischio, bisogna essere celeri perché le macchine sbucano all’improvviso e ad alta velocità. Anche per chi ama le camminate e passa in zona la situazione non è affatto sicura”. 

 

“Magari sarebbe ora che da Tarquinia al mare nascesse una bella pista ciclabile in sicurezza - concludono - e che la strada fosse dotata di marciapiedi in prossimità delle abitazioni, ma soprattutto che vi fossero controlli sulla velocità. Tutto il tratto è decisamente pericoloso, bisogna metterlo in sicurezza”.