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Viterbo, maltrattamenti. Lancia bottiglia di birra contro la moglie, condannato marito violento

Valeria Terranova
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È stato condannato a 3 anni e 4 mesi per maltrattamenti un quarantenne originario dello Sri Lanka, che il 26 agosto del 2019, in preda ai fumi dell’alcol, aggredì la moglie, che fu difesa dal figlio maggiore che all’epoca aveva appena 14 anni. L’uomo, che insieme alla famiglia risiedeva nel quartiere Salamaro, era già finito in manette 4 mesi prima quando costrinse la moglie e i 3 figli, un maschietto e due gemelline, ad andare via di casa e a rifugiarsi presso alcuni amici, a seguito di un’altra aggressione da parte dell’uomo. In quell’occasione, il figlio adolescente riuscì a mettere al sicuro la madre e le sorelle e a nascondere dei coltelli da cucina abbandonandoli in mezzo a delle sterpaglie. L’uomo poco dopo si scagliò contro la compagna e i carabinieri che nel frattempo erano sopraggiunti sul posto. Il procedimento in questione si concluse con un patteggiamento a 1 anno e 4 mesi. Ieri in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini la donna, 33enne, in qualità di parte offesa, ha riferito che dopo essersi riappacificati, il marito inveì nuovamente contro di lei il 26 agosto di due anni fa.

 

“Quando rientrai a casa la sera, mio marito era seduto a tavola e stava bevendo una birra. Avevo detto ai miei figli di non entrare con me e di aspettarmi fuori – ha raccontato la trentenne-. Lui quando beve cambia totalmente e in quel momento si arrabbiò dicendomi che quella non era casa mia e io risposi che avrei chiamato i carabinieri se avesse combinato qualcosa e per tutta risposta mi scagliò addosso la bottiglia di birra mancandomi per un soffio. Anche in quella circostanza fu mio figlio a intervenire per difendermi. Queste liti accadevano anche in presenza dei bambini che erano terrorizzati. Solo quando non assumeva alcolici andavamo d’accordo e si comportava bene con i nostri figli”.

 

La donna proseguendo nel resoconto ha spiegato che desiderava soltanto vivere tranquillamente e che per amor di pace decise di rimettere la querela per l’episodio principale accaduto a distanza di qualche settimana. Il ritiro della denuncia portò alla revoca della misura disposta nei confronti del coniuge. Successivamente ha testimoniato anche il cognato che ha assistito alla lite tra i due. “Non so quale fosse il motivo per cui avessero iniziato a litigare. Scivolarono anche sulla birra che era finita per terra – ha riferito il parente- e ci fu una colluttazione.”. Il pm Eliana Dolce in conclusione della requisitoria ha chiesto una condanna a 1 anno e 6 mesi.