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Viterbo, ponte crollato a Tarquinia. "Problemi per il trasporto dei pomodori"

Anna Maria Vinci
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E’ ormai prossima la raccolta dei pomodori e l’arrivo degli autotreni e dei mezzi pesanti per il trasporto del prodotto, ma il ponticello di Grottelle Pian di Spille è ancora interrotto. Indignazione e preoccupazione da parte dei tanti agricoltori della fertile zona del litorale, che si trovano a sprecare ore ed ore, oltre al lavoro nei campi, per effettuare interminabili giri con i mezzi e, non senza difficoltà, per ottemperare a quello che è già di per sé un lavoro faticoso.  Tante promesse ma da ottobre 2020 il ponticello è ancora interrotto e basterebbe veramente poco, sia in tempo, sia in denaro, per risolvere definitivamente la problematica. Tra l’altro, come riferito da alcuni lavoranti nella zona, i villeggianti lo scavalcano e non certo in sicurezza. Intanto il raccolto non potrà aspettare a lungo. 

“Sarà praticamente impossibile far girare i mezzi sulla stretta strada alternativa - riferiscono alcuni agricoltori - tante le promesse, ma ancora siamo nella medesima situazione dell’ottobre 2020. Quanto ancora si deve aspettare per un’opera così limitata nei costi e nei tempi necessari per il ripristino? Ci vorrebbe un po’ di rispetto per chi lavora”. L’indignazione è legittima se si pensa che gli agricoltori avevano protestato facendo una piccola manifestazione, chiedendo aiuto al Comune e all’Arsial. Anche il Movimento Civico, tramite il consigliere Arianna Centini, se ne era fatto portavoce in Comune con un’interrogazione urgente indirizzata all’ente stesso e all’Arsial. Infatti, i lavori spettano all’Arsial che, nel mese di gennaio, tramite i tecnici, aveva effettuato un sopralluogo, ma poi più nulla. Il Comune, a voce del vicesindaco Serafini, aveva promesso un intervento celere, magari a rimborso spese da parte di Arsial, con lavori effettuati dal Comune stesso, ma ad oggi un nulla di fatto e l’indignazione è legittima.

 

L’arteria che di fatto è interrotta non risulta necessaria soltanto per gli agricoltori, ma anche per i residenti e i villeggianti. Da sottolineare infine che la circolazione di mezzi pesanti sulla stretta strada alternativa del litorale ridurrà ancora di più la sicurezza con un importante rischio per l’incolumità a cose e a persone. Intanto, i turisti entrano nell’area interdetta con bici o a piedi in equilibrio sullo stretto muro rimasto in piedi, che collega con due tronconi l’asfalto. “Chiediamo di nuovo un intervento - concludono gli agricoltori - anche se ormai disperiamo si arrivi ad una soluzione nell’immediato. Purtroppo, a farne le spese siamo noi”.