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Viterbo, le minacce degli spacciatori romani a mogli, genitori e figli piccoli. "Qualcuno deve pagà". I messaggi minatori

Paolo Di Basilio
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“Ti strappo la lingua e la dò in pasto ai lupi”. E’ solo una delle minacce che una banda di spacciatori romani faceva, via social, a una serie di clienti viterbesi che avevano acquistato droga - cocaina e hashish - a credito a loro. Un incubo per molti di loro e per le famiglie che è terminato a inizio settimana quando i carabinieri nel nucleo investigativo diretto dal colonnello Marcello Egidio ha eseguito una serie di misure cautelari a carico di sei persone su ordine del gip di Viterbo. Sono indagati, a vario titolo, di estorsione e spaccio di stupefacenti. Il presunto promotore del giro di droga - F. C. 25 anni di Roma - è finito in carcere a Lanciano. Arrestato, ma è ai domiciliari, il suo principale complice: un 25enne di Mentana, A. S. le iniziali insieme a un 28enne (R. M.) di Aprilia. E’ scattato l’obbligo di firma invece per tre viterbesi: F. E., C. S. e B. L. considerati complici dei promotori del giro di droga.

Le indagini dei carabinieri sono partite da alcune vittime e dai loro familiari. Se alcuni genitori o parenti si sono infatti piegati alle richieste di denaro e alle minacce degli spacciatori c’è stato chi ha avuto il coraggio di denunciare. Il 25enne romano, secondo quanto è emerso dalle indagini, vendeva la droga a credito. Ma se poi c’erano dei ritardi nei pagamenti imponeva dei tassi di interesse da usuraio minacciando e intimorendo le vittime. “Te massacro di botte, ti spacco la testa”, “qualcuno al posto tuo deve pagà”. Sono solo alcuni dei messaggi vocali e scritti che venivano inviati alle vittime tramite Signal, WhatsApp o Telegram. Venivano minacciati genitori, suoceri, mogli e persino figli piccoli. Gli spacciatori venivano spesso a Viterbo per riscuotere e se la vittima di turno non aveva i soldi lo obbligavano ad acquistare costosi smartphone firmando finanziamenti a suo nome impossessandosi poi dei dispositivi di ultima generazione.

 

In un caso - durante una spedizione durante il lockdown - gli spacciatori hanno preso anche una multa da 800 euro per aver violato le misure sul divieto di spostamento.
Durante il blitz di inizio settimana sono stati sequestrati 70 grammi di cocaina e 7 etti di hashish in casa del 25enne romano. Inoltre sono state eseguite perquisizioni nelle abitazioni di due ventenni di Orvieto che sono indagati per spaccio. Anche loro si rifornivano di droga dal 25enne romano e sarebbero stati minacciati. Ma sono rimasti in silenzio.