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Viterbo, rifiuti da Roma: terremoto in maggioranza. Forza Italia diserta il vertice

Massimiliano Conti
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Come era prevedibile, la questione dei rifiuti ha riacceso il fuoco che covava sotto i carboni sempre ardenti della maggioranza. Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione stavolta hanno dato vita a un fronte comune contro Forza Italia, accusata, da un lato di non voler cedere la delega all’ambiente tuttora nelle mani del sindaco, dall’altra di mantenere in Provincia un’alleanza contro natura insieme al Pd. Il primo scossone di un nuovo possibile terremoto a Palazzo dei Priori c’è stato domenica mattina quando era in programma un incontro tra i partiti del centrodestra, chiesto dalle tre gambe della coalizione, a cui però nessuno di Forza Italia, con l’unica eccezione del sindaco Arena, si è presentato. All’ordine del giorno la questione politica in Provincia ma anche appunto la vicenda dei rifiuti.

L’aria che tira l’aveva già preannunciata Santucci (Fondazione) sabato scorso, facendosi beffe del “viaggio della speranza” compiuto il giorno prima da Arena & co. a Roma, in udienza dal prefetto Matteo Piantedosi per dire basta a Viterbo città della monnezza. Il risultato della trasferta nella capitale è noto: altre 140 tonnellate di rifiuti romani arriveranno a Monterazzano fino al 30 luglio, e poi “solo” 80 fino al 2 agosto. “Invece di confortevoli passeggiate nel centro di Roma con organi incompetenti per legge – le parole del capogruppo di Fondazione - sarebbe più utile per Viterbo, convocare Regione Lazio e comune capitale ad un incontro urgente, in cui chiedere ufficialmente la riapertura del sito di Malagrotta, (utilizzabile per 5 milioni di metri cubi almeno fino alla definizione di un definitivo ciclo regionale dei rifiuti)”. Fratelli d'Italia, che alla “marcia su Roma” aveva partecipato, ha preferito tenere il basso profilo, sparando sulla Croce Rossa Pd (incarnata dal presidente Zingaretti) e su quella gialla M5s (rappresentata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi). 

 

Ma è stato proprio FdI a (ripro)porre il problema politico dell’anomala alleanza in Provincia, non più giustificata dall’emergenza Covid (che in verità però sembra tutt’altro che finita). Difficile andare a Roma a battere i pugni sul tavolo del prefetto, è il ragionamento degli alleati, se poi, in nome dell’alleanza a Palazzo Gentili, bisogna portarsi dietro il consigliere regionale dem Enrico Panunzi, fedelissimo di Zingaretti, vale a dire di colui che da Lega, FdI e Fondazione viene ritenuto il principale responsabile – per non aver mai chiuso il ciclo dei rifiuti nel Lazio superando la logica delle discariche – dell'attuale emergenza, ovviamente in totale “sintonia” con la Raggi. Inoltre, salviniani, meloniani e santucciani vogliono una volta per tutte chiudere la questione della delega ai rifiuti. Il sindaco deve cederla, visto che Forza Italia ha già Giulio Marini come delegato alla materia in Provincia. Ma se pure Arena si è detto disponibile, da questo orecchio gli azzurri sembrano non voler sentire.
Da parte sua, Marini chiarisce che non erano i rifiuti il tema della riunione di domenica mattina, disertata da tutto lo stato maggiore forzista: “Fratelli d'Italia pone un problema politico. Per quanto mi riguarda, sono un uomo di partito che rispetta le direttive del coordinamento provinciale, il quale ha deciso che il nostro sostegno all’amministrazione provinciale per ora deve continuare. Se domani cambieranno le condizioni, ne prenderò atto e rimetterò la delega ai rifiuti nelle mani del presidente Nocchi”.