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Viterbo, "si balla ovunque tranne che nelle discoteche". Appello al Prefetto

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Le discoteche restano chiuse e chissà quando potranno riaprire, green pass permettendo. Nel frattempo tuttavia in diversi locali - bar, ristoranti e agriturismi - si balla che è un piacere. E’ quanto denuncia il segretario provinciale del Silb, Luca Talucci, che fa un appello al prefetto Giovanni Bruno e alle forze di polizia: “Se vogliamo uscire una volta per tutte da questa pandemia bisogna fare dei controlli per garantire che quelle norme che servono per non far ripartire i contagi vengano rispettate anche perché proprio per la pandemia ci sono imprese, come le nostre, che non possono ancora ripartire”. Talucci specifica “non ce l’abbiamo con gli altri imprenditori, ma a questo punto, visto che si balla ovunque, ci sentiamo discriminati: basta farsi un giro su Facebook per verificare quanto dico”.

 

In questi giorni si sta discutendo di green pass per entrare in bar, ristoranti e locali pubblici, comprese le discoteche quando potranno riaprire. “Il punto - spiega Talucci - non è tanto il green pass, noi stessi avevamo approvato un protocollo che lo prevedeva, ma è il rinvio continuo della riapertura”. Si era parlato di una riapertura senza ballo, ma solo per dei cocktail party, ma non ci sono date. “Per quanto riguarda le discoteche rischiamo di rimanere beffati con la storia del green pass: infatti il target dei nostri locali sono i giovani che in larga parte non hanno ancora concluso il ciclo vaccinale dunque non hanno ancora il green pass. Ci potrebbe essere qualche beneficio per le sale da ballo (liscio), ma per noi la strada maestra rimane quella dei vaccini; per questo rinnoviamo l’appello ai giovani a vaccinarsi”. Nei mesi scorsi, dice Talucci, c’era stata anche la disponibilità da parte del sindacato dei locali da ballo di organizzare dei dj set negli hub vaccinali per avvicinare ancora di più i giovani.

 

Un settore quello dei locali da ballo e dei night club che conta 16 strutture. “Diamo lavoro, vigilanza compresa a un numero di persone che oscilla tra le 500 e le 600 persone”, spiega Talucci. “Se non riapriamo in fretta rischiamo di concludere anche questa stagione a secco e per molti locali si parla di 26-27 mesi di chiusura”. “Non ha senso - conclude - tenere chiusi i nostri locali che hanno accettato tutti i protocolli poi consentire degli assembramenti in bar o ristoranti con serate da ballo di fatto abusive. Oggi i ragazzi sono in giro fino a tarda notte, creando disagi in città, mentre invece potrebbero stare nelle discoteche che da tempo hanno accettato i protocolli sulla sicurezza”.