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Viterbo, Tarquinia diventa la patria adottiva degli alpaca. Boom di visite nell'allevamento

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Daniela Venanzi
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A due passi dal mare, a Tarquinia, in una tenuta di 700 ettari, si trova l’allevamento di alpaca più grande d’Italia. Un fenomeno tutto viterbese che dall’inizio dell’avventura, nel 2015, ad oggi ha fatto passi da gigante.  Nato dalla passione di Michele Belli, che di questi animali ha sempre apprezzato le potenzialità, l’allevamento tarquiniese è diventato oggi così famoso da attrarre visitatori da ogni parte d’Italia e non solo.
All’inizio erano solo 11 capi, mentre oggi l’allevamento conta ben 150 esemplari huacaya di vari colori, accuratamente selezionati e provenienti dalle più importanti linee genealogiche del mondo.
Dopo un anno di crescita esponenziale su facebook e instagram, l’interesse è diventato così elevato che lo stesso Belli ha deciso di aprire al pubblico con visite e passeggiate. “E’ stata una esplosione fin dal primo giorno di apertura, il 28 aprile. E ogni fine settimana – racconta Michele Belli - registriamo il tutto esaurito con 500-600 persone in ingresso”. Che fatti calcoli approssimativi, in poco più di due mesi si traducono in quasi 5.000 visitatori. 

 

Da dove arrivano i turisti? 
“Da tutta Italia, in particolare da Roma, ma anche da Milano, da Trieste e ovunque da ogni parte della nazione”. 
In Italia non è una cosa comune allevare alpaca, come le è venuta questa idea?
“Girando il mondo e soprattutto osservando realtà come la Nuova Zelanda e l’Australia, dove questa tipologia di settore è già consolidata”.
Cosa si fa durante le visite ai piani degli alpaca?
“Si vivono momenti a contatto con un contesto incontaminato, si fanno lunghe passeggiate immersi nella natura, in compagnia di questi simpatici ed eleganti animali, appartenenti alla famiglia dei lama e che producono una fibra di lusso, usata nella produzione di tanti settori. In futuro – spiega sempre Belli - prevediamo anche di usarla in una nostra produzione personale. Vedremo”. 

 

Se qualcuno avesse paura, non c’è spazio per questo sentimento. Il loro carattere mansueto – è riportato nella descrizione sul sito - è particolarmente adatto a gite fra amici e con famiglie. 
Insomma una uscita diversa dal solito e una conoscenza in prima persona di un animale insolito e poco conosciuto in Italia, proveniente da alcune delle migliori linee di sangue come Ep Cambridge, Snowmass, Accovo, Shamarra, Stoneleigh, Kurrawa, con la possibilità di portarli addirittura a spasso con il guinzaglio.
La eco di questo fenomeno, tutto viterbese è stata così imponente, che non mancano sui social fotografie di personaggi famosi e di centinaia di persone comuni, divertiti dalla situazione e rapiti dalla bellezza della terra tarquiniese che ospita questi animali, tra piantagioni di mandorli, ulivi e cereali. 
Sono migliaia i like di approvazione sia sulla pagina Facebook che su quella Instagram, e migliaia anche i commenti sull’onda dell’entusiasmo, post visita. “Abbiamo visitato l’allevamento in mattinata – scrive Arianna Eusepi, su Facebook – ed è stata una esperienza bellissima, brava la guida, stupendo il posto ed eccellente la cura verso gli animali. Esperienza unica che mi sento assolutamente di consigliare a tutti”.  L’alpaca è una delle due specie domestiche di camelidi diffuse in Sudamerica, l'altra è il lama. All'aspetto ricorda molto una pecora, anche se rispetto ad essa ha dimensioni maggiori e un collo molto lungo. Esistono due razze di alpaca: la razza huacaya e la razza suri. La razza huacaya è quella maggiormente diffusa, dà una lana pregiata, utilizzata per tessere coperte e poncho.