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Viterbo scuola, allarme di presidi e sindacati: "Trasporti e organici insufficienti"

Massimiliano Conti
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Un anno e mezzo di pandemia non ha “insegnato” nulla. Non solo alle pazze folle che hanno riempito le strade per festeggiare la vittoria dell'Italia agli europei, e soprattutto a chi le ha autorizzate, ma anche ai vertici del ministero dell'Istruzione. Sì, perché a nemmeno due mesi dalla riapertura delle scuole, nulla è cambiato rispetto all'estate 2020. Il nuovo titolare del dicastero di viale Trastevere, Patrizio Bianchi, sembra aver sposato la stessa “strategia” di chi lo ha preceduto: una strategia dell'inerzia, che scarica il grosso delle responsabilità sui dirigenti scolastici.

“Non abbiamo avuto ancora indicazioni per la riapertura – ammette Paola Bugiotti, preside dell'Ite Paolo Savi -. Sono molto preoccupata, soprattutto per la questione trasporti, per la quale non si intravede alcuna soluzione se non quella, da parte delle scuole, di continuare con i doppi turni, cosa che ci pone enormi difficoltà organizzative”. Se infatti la ripresa delle lezioni a metà settembre sarà di nuovo un'incognita in tutta Italia, nel Lazio a rendere ancora più incerto e sconsolante il quadro c'è il fattore C. Dove C sta per Cotral, l'azienda regionale dei trasporti che, nella Tuscia, già in epoca pre-Covid era costantemente nel mirino di studenti e genitori per i continui disservizi (mezzi sovraffollati, guasti, incendi e soppressioni), e che durante la pandemia non è stata in grado di assicurare il numero minimo di corse necessarie a mantenere il distanziamento. Tanto che la Regione ha dovuto affidare servizi aggiuntivi a ditte private. A settembre, se questo è l'andazzo, saremo da capo a dodici, come teme la dirigente del Savi. Anche tra i sindacati la preoccupazione è massima per la mancanza di indicazioni dal ministero. “I problemi sono esattamente quelli di un anno fa – dice Brunella Marconi, segretaria provinciale dello Snals –. Sento parlare di eliminare l'obbligo di mascherina per gli alunni ma con la variante delta che corre sempre di più mi sembra una scelta azzardata”.

Anche sul fronte degli organici, tutte le promesse di Azzolina prima e di Bianchi poi, sono destinate a restare lettera morta. “Si parla di riconfermare gli organici Covid ma finora non c'è nulla di ufficiale – continua Marconi - . Peraltro in provincia di Viterbo lo scorso anno questi insegnanti non hanno avuto alcun impatto sulle scuole secondarie: gli sdoppiamenti di classi ci sono stati solo all'infanzia e alla primaria. I dirigenti contavano per il prossimo anno in un aumento degli organici di fatto, che invece non ci sarà. Mi ha chiamato la preside di una scuola del litorale, disperata perché non riesce a sdoppiare le prime classi della media. A settembre riavremo le solite classi pollaio, con buona pace del distanziamento. Si era parlato anche di vaccinazione di massa degli studenti, ma gli alunni immunizzati a oggi sono solo una minima parte".