Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, ospizio lager a Nepi. Medico assolto dall'accusa di maltrattamenti

Valeria Terranova
  • a
  • a
  • a

Raffaele Conforti, geriatra romano 75enne, assolto dalle accuse di maltrattamenti aggravati in concorso. Il medico fu rinviato a giudizio a maggio 2017 a 4 anni dall’operazione “Barbarie”, culminata nell’autunno 2013 con l’arresto delle due titolari della casa alloggio a gestione familiare “Serena senectus” di Settevene, vicino Nepi. Rosalia Ceci e Michelina Miseria, madre e figlia, di 78 e 59 anni, furono condannate nel 2017 a un anno e mezzo ciascuna, con lo sconto di un terzo della pena per il patteggiamento. I video girati dalle telecamere nascoste dagli inquirenti immortalarono le sevizie a cui venivano sottoposti i 10 anziani ospiti, quattro non autosufficienti, presi a schiaffi e pugni, insultati e poi legati alla tavola e costretti a consumare i pasti.

Ieri il pm, a conclusione della requisitoria, ha avanzato un’istanza di condanna a 3 anni per Conforti. Nel corso delle arringhe i difensori delle cinque parti civili hanno sottolineato l’inadeguatezza della struttura, non idonea a ospitare persone non autosufficienti e la gravità delle condizioni in cui versavano gli ospiti, e che non fosse credibile che il medico non si fosse accorto della situazione. Inoltre, gli avvocati dei familiari delle vittime hanno sostenuto che Conforti non svolgesse opportunamente il proprio lavoro e che esiste un nesso di causalità tra maltrattamenti e morti sospette. Diverso, invece, il punto di vista di uno dei legali dell’imputato, l’avvocato Marco Russo.

“E’ stato un processo difficile per tutti i risvolti dolorosi che si sono venuti a creare in questi 8 anni. E’ una vicenda che ci tocca da vicino e che riguarda i nostri anziani – ha affermato Russo durante l’arringa -. Il mio assistito, professionista di chiara fama e galantuomo, che si è mostrato senza maschere quando ha reso il proprio esame, è innocente e non ha commesso i fatti a lui contestati. Ha raccontato la propria versione in modo trasparente. Dalle captazioni, realizzate nel giro di un mese, si vede che Conforti si recò solo una volta nella struttura. Non era il responsabile sanitario di un alloggio che non aveva le carte in regola per averne uno. Non era lui il dirigente, lo hanno detto anche i Nas, ma solo il medico curante chiamato come consulente esterno. Siamo increduli che il dottor Conforti sia imputato in questo procedimento”. Al termine della camera di consiglio il giudice Elisabetta Massini ha pronunciato la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”.