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Lazio, concorsopoli in Regione. Avviso di garanzia per il sindaco. Indagato il primo cittadino di Allumiere

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Si allarga l’inchiesta sul “concorso dei miracoli” ad Allumiere. C’è un nuovo indagato ed è il sindaco del piccolo comune dei monti della Tolfa, il dem Antonio Pasquini.  E’ stato lo stesso primo cittadino a rendere noto, durante il Consiglio comunale di martedì scorso, di aver ricevuto un avviso di garanzia da parte della Procura di Civitavecchia, che indaga su assunzioni sospette e anomalie nel concorso. Pasquini - che sarebbe già stato sentito dagli inquirenti nei giorni scorsi - lo ha comunicato in aula con un sorriso ironico sulle labbra, quasi a farsi beffe delle accuse che gli vengono mosse, tanto da provocare la reazione infastidita della minoranza. Stando ad indiscrezioni, il pm Alessandro Gentili aveva addirittura chiesto le misure cautelari per il sindaco, ma il gip avrebbe respinto l’istanza.

 

Salgono quindi a 4 gli indagati per la concorsopoli di Allumiere: Pasquini va ad aggiungersi ai tre membri della commissione d’esame: il presidente Andrea Mori, ex responsabile del personale ad Allumiere, e i componenti esperti Elpidio Bucci e Riccardo Rapalli, rispettivamente direttore del personale al Comune di Frascati e direttore finanziario al Comune di Tivoli.
Il sostituto procuratore è in attesa della relazione della commissione trasparenza della Regione Lazio, presieduta dalla consigliera di Fratelli d’Italia Chiara Colosimo, per chiudere il fascicolo. L’ormai famosa graduatoria del concorso è stata infatti utilizzata per diverse assunzioni nel Consiglio regionale e in diversi altri comuni della provincia di Roma. La selezione sulla carta nasceva per individuare appena 4 unità di personale da assumere all’interno del Comune di Allumiere. Ma i candidati idonei da una ventina previsti inizialmente erano lievitati a 107. Grazie all’istituto del “comando” 44 di questi idonei, in gran parte vicini ai partiti e in particolare al Pd, hanno trovato un’occupazione. Chi in Regione e chi in altri comuni che hanno attinto alla stessa graduatoria.

 


Da parte sua il sindaco Pasquini – che, per la cronaca, non ha ancora consegnato i documenti richiesti dalla commissione – si era difeso chiamando in causa la spending review, in ragione della quale “ è possibile prevedere un numero maggiore di idonei, senza generare difficoltà nelle procedure di selezione, così che altri enti possano attingere”.
“Sono stato messo alla gogna – aveva dichiarato il sindaco - senza che ci sia stato il giudizio di un tribunale, ma solo situazioni mediatiche. La mia comunità è stata aggredita”. Ora, oltre alle “situazioni mediatiche”, c’è però anche un avviso di garanzia.