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Viterbo, ragazzo morto in incidente con la moto. Ieri i funerali a Montefiascone

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Una folla immensa, ieri pomeriggio, 14 luglio a Montefiascone, ha dato l’ultimo saluto a Federico Baldo, il 21enne morto sul lungolago di Capodimonte dopo un incidente in moto. La cattedrale di Santa Margherita e la piazza antistante erano stracolme: familiari, parenti, amici e autorità (tra cui il sindaco di Capodimonte, Antonio De Rossi, e l'ex di Montefiascone, Massimo Paolini), tutti davanti alla bara del giovane. Lunedì pomeriggio la salma di Federico è arrivata in cattedrale, dove è stata allestita la camera ardente. Ieri il funerale è iniziato alle 16, quaranta minuti dopo il feretro è uscito dalla chiesa ed è stato posizionato dentro al carro funebre. Alle 17, poi, è iniziato il viaggio verso il cimitero. Una vita spezzata, quella di Federico, vittima dell’ennesimo incidente.

E’ successo nella notte tra venerdì e sabato scorso, sul lungolago di Capodimonte, davanti alla chiesa di San Rocco, quando la sua moto 125 da cross ha sbandato, per cause non ancora chiarite, ed è andata addosso a un'auto parcheggiata lungo la strada che costeggia il lago, in direzione Valentano. Dietro a lui c'era un amico di 19 anni, A. P. Per quest’ultimo, residente a Capodimonte e rimasto ferito nell’impatto, è stato necessario il trasferimento all’ospedale in codice rosso. Ma le sue condizioni nei giorni successivi sono andate migliorando in modo lento e costante. I carabinieri di Montefiascone sono ancora al lavoro per capire le dinamiche del tragico incidente. Ma ieri, come detto, c’è stato l'estremo saluto della comunità falisca a Federico, che il 21 ottobre avrebbe compiuto 22 anni. Il 10 luglio questo percorso è stato interrotto. Per sempre, secondo chi non crede che ci sia una vita dopo la morte. “Ma per noi cristiani - ha detto durante l’omelia il parroco, don Marco – il 10 luglio segna la data della nascita di Federico in cielo”. Con don Marco, sull’altare della chiesa, c’erano l’ex parroco don Luciano e don Giuseppe, della parrocchia delle Mosse, la frazione di Federico.

Qui il giovane viveva con la sua famiglia. La quale era già stata messa duramente alla prova una decina d'anni fa, quando anche il padre del ragazzo era deceduto, sempre in seguito ad un incidente in moto. “Lassù Federico incontrerà il padre terreno e il padre celeste”, ha concluso don Maro. Prima dell’omelia, don Luciano aveva letto il Vangelo: “Voi siete il sale delle Terra, voi siete la luce del mondo”. E’ un passo del Vangelo che parla dei giovani. Quei giovani che erano dentro e fuori la chiesa. Le loro lacrime reclamavano un silenzio assordante, spezzato solo dalla madre: “Amore mio! Amore mio!”, è stato il doppio grido della donna, che ha ricevuto l’abbraccio della comunità.