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Viterbo, progetto recupero ex Scuderie Sallupara. Servono 700 mila euro

Alessandro Quami
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Un progetto da 2,5 milioni di euro che rappresenta un piano di recupero parziale della città, e che interessa una bella fetta del centro storico. Lavori iniziati dieci anni fa e che si spera vedano la fine entro il 2023. E’ il progetto che riguarda le ex scuderie di Sallupara, tra piazza della Rocca e piazza San Faustino. Nella sala consiliare di palazzo dei Priori ne hanno parlato ieri mattina il sindaco Giovanni Arena, l'assessora comunale ai lavori pubblici Laura Allegrini, il dirigente comunale Massimo Gai e il progettista Lorenzo Piacentini. L’assessora di Fratelli d’Italia l'ha definita “un’opera titanica”, che ha visto la luce quando il sindaco era Giulio Marini (presente anche lui in aula) e che “necessita di varie fasi prima che si concluda: speriamo che il sindaco Arena possa inaugurare la nuova struttura”.

Infatti, quando sarà tutto finito le ex scuderie ospiteranno dei locali adatti alle attività dei giovani, come degli spazi di lavoro in coabitazione (coworking), sale convegni e attività varie: “Dobbiamo rendere la struttura funzionale per i giovani e le attività culturali – ha precisato ancora l’assessore Laura Allegrini -: è un vincolo per avere i finanziamenti. Anche se in futuro la destinazione potrebbe essere mutata a seconda delle necessità”. Affinché ci sia la funzionalità, servono ancora 700 o 800 mila euro, che saranno reperiti tramite un mutuo che il sindaco ha promesso sarà approvato al più presto. Per arrivare ai 2 milioni e mezzo di costo complessivo, si deve aggiungere da un lato il milione di euro stanziato anni fa dalla fondazione Carivit, i 250mila euro di finanziamenti pubblici ottenuti inizialmente dalla giunta Marini, e per il resto si dovrà decidere quali saranno le fonti di finanziamento. Ma fondamentali, ha ribadito di nuovo Laura Allegrini, saranno i 700 o 800mila necessari a rendere funzionale tutto quanto.

Una volta terminati i lavori, le ex scuderie saranno disposte su due piani, come ha spiegato entrando nei particolari l’ingegner Piacentini: al pianoterra ci sarà il colonnato di 64 metri per 14, su cui insisteranno i lavori di recupero archeologico che dovranno riportare la struttura alla situazione precedente ai bombardamenti del 1944: “Tutto il materiale raccolto sarà riusato per la ristrutturazione”, ha detto il progettista. Che ha mostrato in uno schermo cosa ci sarà al piano superiore, accessibile tramite una scala esterna: “Al primo piano prevediamo una grande sala di 180 metri quadri e una terrazza di circa 250”. A separare i due ambienti, una vetrata per permettere la continuità tra l’esterno e l’interno: “Qui potranno essere allestite sale studio o luoghi di incontro, di riunione e di lavoro”. L’architetto Massimo Gai ha invece sottolineato la filosofia dei lavori: “Di fatto è una piano di recupero urbano, uno dei due che interessano la città di Viterbo: l’altro è quello di Santa Maria delle Fortezze”. In effetti, dire che la riqualificazione si fermi a Sallupara è riduttivo: il progetto è ambizioso e prevede il recupero di piazza San Faustino, dell’antico lavatoio di via Giuseppe Signorelli e il rifacimento di via Santissima liberatrice: “Ma tutto questo ha un senso solo se si coinvolge anche Pratogiardino”, ha concluso Gai.