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Viterbo, il distacco dei contatori è partito da Tarquinia

Alessandro Quami
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Partita la campagna contro chi non ha pagato le bollette dell’acqua del 2019. Talete ha ripreso il piano contro i morosi ed è pronta a staccare i contatori a chi non salderà il debito. Ieri mattina è stata la volta di Tarquinia, che è stata scelta dall’azienda per ricominciare il lavoro iniziato due anni fa e sospeso nel 2020 per il Covid. “Il recupero del credito non si è mai fermato tranne durante il lockdown e è stato riattivato appena la normativa ha superato il blocco imposto dalla pandemia”, hanno precisato dalla Talete. Dove ieri i vertici aziendali hanno riunito gli uffici della società che gestisce le risorse idriche in provincia, e hanno ripreso la lotta senza quartiere ai cattivi pagatori, che hanno prodotto nel tempo un credito non riscosso di circa 30 milioni, buona parte addebitabili a grandi aziende e soggetti pubblici. Due anni fa l’allora presidente Andrea Bossola aveva varato il piano e l’azienda iniziò a staccare i contatori. Poi, è arrivato il coronavirus e l’allentamento delle misure repressive. Ma ora la ricreazione è finita, e il nuovo numero uno di Talete, Salvatore Genova, ha ripreso la caccia a chi non paga. D’altronde, l’indice di morosità nella Tuscia, stando alle parole di Bossola, supera il 20% ed è tra i più alti d’Italia.

In ogni caso i distacchi dei contatori avvengono per mancato pagamento degli insoluti da parte degli utenti diffidati entro 15 giorni dal sollecito. La procedura di Talete consiste, prima del distacco, nel limitare la fornitura per 20 giorni, trascorsi i quali se non ci sarà il pagamento sospenderà la fornitura. “Squadre di operai sono operative in tutta la provincia per i casi più spinosi – precisano da Talete -. Oltre a Tarquinia, il fenomeno della morosità è importante anche a Soriano, Vetralla, Civita Castellana, Capranica ed Acquapendente. Si sta procedendo in conformità alla delibera Arera 311, documento che illustra le direttive per il contenimento e la gestione della morosità”. Comunque, per tutte le utenze domestiche residenti, “verrà garantito il quantitativo minimo vitale con l’apposizione al contatore di una lente idrometrica tarata, successivamente in assenza di regolarizzazione la fornitura sarà completamente interrotta.

Per tutte le altre tipologie di utenza il flusso idrico verrà completamente interrotto attraverso la chiusura e sigillatura della valvola di monte oppure attraverso l’asportazione del misuratore. Inoltre, vengono lasciati avvisi con le informazioni utili per contattare gli uffici e concordare le modalità di pagamento degli insoluti e, quindi, del ripristino del flusso”. Oltre alla repressione, c’è la prevenzione: “Per evitare in futuro che sorga un fenomeno così importante - concludono da Talete - sarà strutturata una procedura di invio sistematico dei solleciti di pagamento. Comunque, gli uffici sono in contatto con i Servizi sociali comunali per gestire al meglio le situazioni più delicate”.