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Viterbo, Talete. I comitati per l'acqua pubblica: "La vogliono vendere ai privati a tutti i costi"

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Alessandro Quami
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Della Talete e dell’acqua pubblica si sa solo che vuole essere privatizzata dai partiti (il Pd prima di tutti), per il resto assoluta mancanza di trasparenza. Trasparenza su cui il prefetto ha accolto il nostro appello e ha rimesso in riga l’Ato e la Talete stessa in merito al rispetto delle procedure democratiche e delle regole”. In una conferenza stampa, Paola Celletti e Francesco Lombardi, di Non ce la beviamo, hanno ribadito le loro convinzioni e rimarcato l’importanza di un comitato che, “da solo”, si batte contro quello che definiscono “il disegno di vendere ai privati, anzi svendere, l’acqua pubblica”. 

 

Le loro convinzioni le motivano con degli esempi riferiti a fatti: “La volontà di aprire le porte di Talete al socio privato - dicono Celletti e Lombardi - per cui è stata indetta una gara per l’ingresso dei privati al 40%, ora stoppata o rimandata dall’altolà del prefetto, che ha chiesto a Talete e Ato di rispettare le norme”. Queste norme sono lo statuto di Talete, che oggi prevede una società interamente pubblica, e la convenzione di cooperazione tra i Comuni. Senza cambiamenti in questi due ambiti non si può procedere alla privatizzazione delle quote.

 

Altro indizio è l’annosa questione del prestito che l’Autorità su energia e acqua dovrebbe dare alla Talete per superare i paventati problemi debitori e rimettere in sesto la spa senza doverla vendere: “Non risulta, dalle risposte dell’Arera giunte a questo comitato, che sia stata formalizzata la richiesta di 40 milioni di euro, stante il disinteresse del presidente Ato Pietro Nocchi. Evidentemente Nocchi è interessato a una sola soluzione: la privatizzazione fortemente voluta dal Pd”. Lombardi e Celletti parlano della mancata richiesta di soldi pubblici per superare i problemi relativi all’arsenico: “Non risultano richieste di intervento alla Regione di possibili e doverosi contributi per investimenti sui dearsenificatori. E non risultano neanche richieste di soldi alla Cassa depositi e prestiti”. 
Insomma, aggiungono dal comitato, “l’unica richiesta fatta ad Arera è stata poter aumentare le tariffe dell’acqua a causa della morosità”. 
Infine, l’ultima stoccata ai partiti: “Appare sempre più chiaro che le dimissioni di gennaio dell’ex presidente di Talete Andrea Bossola siano state forzate, sospinte dai consiglieri di amministrazione di Forza Italia (Giuseppe Fraticelli) e Fratelli d’Italia (Antonella Stella), in funzione di un disconoscimento del suo piano di utilizzo dei fondi Arera, poi effettivamente tralasciato dal suo successore più zelante (Salvatore Genova) nell’eseguire le indicazioni di tutto il Partito democratico”.