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Viterbo, morto dopo essere stato travolto dal trattore. Datore di lavoro assolto dall'accusa di omicidio colposo

V. T.
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E’ stato assolto dall’accusa di omicidio colposo il datore di lavoro di Kriezi Ziadi, 62enne originario del Kosovo, morto sotto il trattore di cui era alla guida, a giugno del 2018. Si tratta di Rinaldo Marchetti, proprietario di un’azienda agricola situata in strada del Grillo, a pochi chilometri da Viterbo, nei pressi di Monterazzano, difeso dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta (nella foto insieme all'avvocato Arianna Morelli) . I familiari del bracciante agricolo si erano costituiti parti civili nel procedimento che si è celebrato davanti al gip Giacomo Autizi e che si è concluso con l’assoluzione di Marchetti. Durante la discussione il pm Stefano D’Arma ha avanzato un’istanza di assoluzione alla quale si è associato il difensore dell’imprenditore, che nel corso dell’arringa ha fatto riferimento alla copiosa memoria relativa al tragico avvenimento che coinvolse il proprio assistito. 

 

L’operaio straniero perse il controllo del mezzo e venne sbalzato fuori dall’abitacolo mentre era intento a percorrere un tratto impervio, finendo in un terreno sottostante particolarmente scosceso e fu travolto dal trattore che gli piombò addosso senza lasciargli scampo. 
L’incidente si verificò il 7 giugno intorno alle 11 del mattino e una volta scattato l’allarme, sul posto arrivarono le forze dell’ordine e i sanitari del 118, che immediatamente riscontrarono le condizioni critiche in cui versava il 62enne, che fu trasferito d’urgenza all’ospedale di Belcolle in eliambulanza. Malgrado i soccorsi tempestivi, per Kriezi Ziadi non ci fu nulla da fare, i medici non poterono far altro che constatarne il decesso due ore dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale viterbese. 

 

Successivamente, dalle investigazioni, emerse che la vittima era in possesso di un regolare contratto lavorativo. Per un procedimento che si è chiuso, altri sono ancora in corso, e tutti sono relativi a incidente sul lavoro. Quasi un anno dopo la stessa sorte toccò infatti a Botan Dumitru, 29enne di Vetralla di origine romena, il giovane tagliaboschi che morì sotto il peso del trattore su cui era a bordo, che improvvisamente precipitò da un dirupo, ribaltandosi più volte lungo tutto il pendio. La dinamica dell’incidente avvenuto il 19 giugno del 2019, mentre il boscaiolo era impegnato nella raccolta e il trasporto del legname in località Acquaspasa, nelle campagne di Soriano nel Cimino, ricalca quella del sinistro in cui perse la vita il 62enne kosovaro. 
Il dibattimento a carico di due imprenditori ed ex datori di lavoro del 29enne romeno, che devono rispondere di omicidio colposo e violazioni plurime della normativa sulla sicurezza, è ancora in corso, ma destinato ad arrivare al giro di boa il prossimo autunno. 
Stesso destino per un 56enne di Vignanello deceduto solo poche settimane fa nella medesima zona.