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Viterbo, allarme a Belcolle: "Mancano almeno 60 infermieri". Sos dei sindacati

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B. M.
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Con l’accordo tra la Regione Lazio e i sindacati del 30 aprile scorso, era stata definita la necessità, da parte delle Aziende sanitarie, di rivalutare “i fabbisogni del personale nel prossimo triennio, tenendo conto anche del fisiologico turnover, dell’incremento dei servizi sanitari a gestione diretta e del potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale”. Un accordo figlio, anche e soprattutto, della pandemia, che ha portato allo scoperto i problemi della sanità, a cominciare dalla carenza di personale, per poter far fronte all’emergenza.

 

“Appare evidente - spiega in una nota la Fials - che tale accordo, calato nel contesto della situazione pandemica, aveva ed ha tutt’oggi il significato di impegnare le Aziende sanitarie del Lazio ad una valutazione tecnica oggettiva sul personale e quindi nella predisposizione dei piani di fabbisogno, rispondenti alle reali necessità comprensive anche dell’incremento dei servizi e delle attività legate alla pandemia da Covid-19”. Ad oggi, tuttavia, secondo il sindacato, nella Asl Viterbo, per garantire un coefficiente minimo adeguato tra numero dei pazienti ospedalizzati e operatori socio sanitari, occorrerebbe avere un organico di circa 240 unità, mentre se ne contano solo circa 180, di cui una decina assenti per lungo periodo, per malattia o a vario titolo. Per gli infermieri, ovviamente sempre Covid permettendo, anche se in modo minore, attualmente l’organico sarebbe quasi sufficiente, se non fosse che mancano alla presenza effettiva circa 50 unità che sono assenti per lunghi periodi (malattie, aspettative e altro).

 

“Recentemente - evidenzia il sindacato - la Asl di Viterbo, alla quale va riconosciuto l’impegno e la sensibilità per le tante assunzioni già effettuate, aveva predisposto un avviso di interesse per operatori socio-sanitari assumendo però solo 11 unità delle 28 che erano state programmate. Attualmente quindi le assunzioni di nuovi operatori socio-sanitari si sono interrotte, nonostante permangono gravi criticità in molte unità operative ospedaliere di Belcolle, Civita Castellana e Tarquinia e in particolare nelle Unità Operative di ematologia, oncologia, medicina, ortopedia”. Per questi motivi la Fials chiede al direttore generali e ai vertici della Asl, “sulla base delle considerazioni sopra descritte e tenuto conto del periodo estivo, che come è noto accentua per effetto delle ferie le necessità di personale, di voler procedere prioritariamente alla assunzione di operatori socio-sanitari a copertura delle reali necessità delle unità operative ospedaliere e alla sostituzione degli infermieri assenti a vario titolo per lunghi periodi”.