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Viterbo, concorso per il primario di ortopedia da rifare. La Asl annulla la procedura: "Sbagliata la valutazione dei titoli"

Massimiliano Conti
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Tutto sbagliato, tutto da rifare. La Asl di Viterbo ha annullato in autotutela il concorso per individuare il nuovo primario di Ortopedia all’ospedale Belcolle di Viterbo perché la commissione esaminatrice non aveva valutato i titoli di alcuni candidati. I quali dovranno ora essere di nuovo valutati da un’altra commissione, come si legge nella delibera numero 1.529 del 5 luglio firmata dal direttore generale Daniela Donetti, dal direttore amministrativo Simona Di Giovanni e dal direttore sanitario Antonella Proietti. Gli ortopedici idonei erano risultati tre, tra cui l’attuale direttore facente funzioni Fabrizio Lucarini e l’attuale dirigente di ortopedia all’ospedale Andosilla di Civita Castellana, Antonio Remo Zezza, detto Tonino, esponente politico del Pd cittadino, ex consigliere comunale e già candidato a sindaco alle elezioni del 2019, sconfitto dal leghista Franco Caprioli. Proprio nell’agosto 2019, due mesi dopo le elezioni comunali, la Asl aveva indetto l’avviso pubblico per il conferimento dell’incarico. Il 9 settembre 2020 il segretario della commissione esaminatrice ha consegnato alla direzione generale gli atti della selezione espletata. Il 25 giugno scorso il colpo di scena: Donetti comunica alla Uoc Risorse umane della Asl “di non essere nella condizione di poter effettuare una scelta nell’elenco degli idonei del candidato cui conferire l’incarico, secondo i criteri previsti dalla normativa di riferimento, che sia basata su elementi oggettivi ed esaustivi e, dunque, imparziale e finalizzata al migliore soddisfacimento dell’interesse pubblico”.

Il dg, come si legge sempre nella delibera di annullamento del concorso, ha infatti rilevato che “per alcuni candidati è stata omessa da parte della commissione esaminatrice la valutazione della casistica”. Per casistica operatoria, per i non addetti ai lavori, si intendono gli interventi chirurgici che vengono valutati nei concorsi. La Asl si è rivolta pertanto a un legale, il quale ha rilevato che la commissione, sbagliando, aveva omesso di valutare la casistica di alcuni degli ortopedici in lizza: o per supposta violazione della privacy, “avendo il candidato mancato di eliminare i nominativi dei pazienti trattati”, o perché mancante la firma del direttore sanitario aziendale, o infine “per mancata specificazione del ruolo di primo o secondo operatore” ricoperto negli interventi chirurgici. Nel primo caso, secondo lo stesso legale, la violazione della privacy si sarebbe configurata solo nel caso di divulgazione dei nomi dei pazienti; nel secondo la firma del direttore sanitario era superflua in quanto lo stesso è componente della commissione; nel terzo la specificazione del ruolo non è richiesta dalla normativa.

 

La Asl aveva chiesto quindi alla commissione, alla luce del parere legale, un supplemento di attività per valutare i titoli presentati da alcuni candidati, ma due dei commissari a quel punto si sono sfilati, “non ravvisando alcun vizio nella procedura espletata”. Pare infatti che gli esaminatori avessero valutato i candidati attenendosi alle norme stabilite dalla stessa Asl. Risultato: commissione e selezione da rifare.