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Vittorio Sgarbi contro le pale eoliche nella Tuscia: "Distruggono il paesaggio" | Video

Alessandro Quami
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Energie alternative, difesa del territorio e polemiche. Dopo il sit in di sabato scorso a Bagnoregio chiamato #savetuscia, organizzato dalla consigliera Pd del Comune di Viterbo Luisa Ciambella, contro il proliferare di impianti fotovoltaici in provincia, il livello del dibattito si sta alzando di tono. “Una nuova iniziativa per sottolineare la necessità di preservare la bellezza e le caratteristiche naturali e rurali della nostra terra, posta sotto assedio da una miriade di impianti di energie rinnovabili non integrate – ha detto l’ex vicesindaca di Viterbo -. Un vero e proprio piano di trasformazione industriale radicale della Tuscia all’insaputa della popolazione, laddove il suolo è una risorsa non rinnovabile. Si è scelto come sfondo quello di Civita perché l’antico borgo è un’icona della bellezza della Tuscia e anche perché sull’area tra Bagnoregio e il lago di Bolsena, c’è il rischio imminente di veder sorgere numerose pale eoliche (aerogeneratori industriali) che stravolgerebbero completamente il paesaggio”. 

 

 

Al sit in del 3 luglio hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Sutri e parlamentare Vittorio Sgarbi e Francesco Cozza Caposavi, vicepresidente del Consorzio turistico lago di Bolsena. È di mercoledì la presa di posizione di Giorgio Melani, portatore di interessi nella costruzione di un impianto nell’area di Bagnoregio, che critica gli organizzatori delle manifestazioni: l’ex segretario dei Ds di Montefiascone, ha inviato una lettera al Corriere di Viterbo. “Si è fatta molta disinformazione – ha scritto Melani -. (...) Ma il signor Sgarbi, la signora Ciambella e gli altri sono consapevoli che (…) la durata di una pala o di un pannello fotovoltaico è di 30 anni, dopodiché si ricicla tutto e il territorio ritorna come prima, il tutto con zero emissioni durante il loro funzionamento. Queste sono le energie rinnovabili su cui le nazioni più sviluppate stanno investendo nel tentativo, forse tardivo, di rimediare ai danni già prodotti sul clima”.

 

Pronta la replica di Sgarbi e di Cozza Caposavi. “Il paesaggio è un bene sacro e indicato nella Costituzione, affinché la Repubblica lo difenda – tuona Sgarbi -. Il signor Giorgio Melani dice che le energie rinnovabili sono il futuro, invece distruggono la bellezza per sempre sia della Tuscia che di altri luoghi. Dietro c’è solo la volontà di fare affari: altro che futuro, sono un orrido passato che si sperava dimenticato. A noi spetta combattere contro l’eolico, contro il fotovoltaico per difendere il paesaggio e la Costituzione”.
Cozza Caposavi non è da meno: “Tra le altre cose, Melani dice che esiste ‘un accordo comunitario che impone all’Italia di raggiungere una soglia minima di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2028; mancano ancora una settantina di gigawatt e l’incremento annuale è di circa 3,5 gigawatt. Di questo passo l’Italia non riuscirà a rispettare il parametro, e verrà messa in mora...’. Occorre fare chiarezza – spiega Cozza Caposavi -: il piano nazionale energie rinnovabili dice di arrivare entro il 2028 a 44 mila ettari di terreno dedicati alle energie rinnovabil. Di questi, alla Tuscia toccherebbero circa 411 ettari, una superficie già raggiunta in provincia. Quindi, se in altre province o regioni d'Italia non si raggiunge la soglia, dobbiamo costruire nuovi impianti qui da noi? No, la Tuscia ha già dato. Dobbiamo difendere il paesaggio e il turismo”.