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Viterbo, rifiuti. Salta l'ipotesi del project financing. Parere contrario degli uffici

Massimiliano Conti 
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Stop al project financing per la gestione dei rifiuti. Gli uffici di Palazzo dei Priori hanno valutato inaccettabile la proposta di iniziativa privata per il nuovo appalto pluriennale dell’igiene urbana formalizzata nelle settimane scorse dalla Gesenu, la società umbra che insieme alla Cosp Tecno Service gestisce attualmente l’igiene urbana nel capoluogo tramite la controllata Viterbo Ambiente. Lo ha comunicato ieri, giovedì 9 luglio, in apertura del consiglio comunale il sindaco Giovanni Arena, leggendo la relazione del dirigente, contenente le ragioni tecniche del parere contrario.

In sintesi la proposta è risultata priva di tutta una serie di documenti attestanti la fattibilità tecnica, la sostenibilità economica e la coerenza con l’interesse pubblico del project. Scartato il quale, la strada per l’amministrazione comunale è ormai quella già tracciata: il 31 agosto scade l’appalto ponte e per quella data Arena conta che il nuovo bando per l’appalto pluriennale (4+2 anni), redatto seguendo le linee guida approvate dal consiglio comunale, sia stato pubblicato. 

 


“A quel punto procederemo con una proroga del contratto con Viterbo Ambiente - dice il sindaco -. Non c’è nulla di scandaloso, ci sono comuni che sono arrivati addirittura a quattro proroghe dei contratti dell’igiene urbana nell’attesa dell’espletamento del bando”.
Grazie al parere contrario degli uffici, Arena ha evitato l’ennesimo fronte di polemica all’interno della maggioranza. Fondazione, tramite il capogruppo Gianmaria Santucci, aveva già fatto sapere che lui il project della Gesenu non l’avrebbe mai votato: “Non puoi fare una gara per la gestione di un servizio - afferma Santucci - e nello stesso tempo permettere a una società di dettarne le regole”. 
Nella proposta della Gesesu era prevista, infatti, la costruzione di un ecocentro al Poggino e di isole di prossimità meccanizzate, tutto a spese dell’azienda. “Chi avrebbe vinto la gara sarebbe stato costretto a conferire nelle strutture dell’impresa proponente il project - continua Santucci - . E’ evidente che nessuna altra ditta, a parte la stessa proponente, avrebbe mai partecipato a queste condizioni”. 
Sulla gestione dei rifiuti Santucci ha poi incalzato il sindaco con una interrogazione in cui ha messo in evidenza tutte le falle e i limiti del servizio: “In via Tedeschi sono 20 giorni che cumuli di rifiuti giacciono per strada - ha denunciato l’esponente di maggioranza -. I cittadini chiamano i consiglieri, me compreso, ma nessuno fa niente. Non si può andare avanti così, è vergognoso”. 
Quindi il leader di Fondazione ha rinnovato, per l’ennesima volta, l’invito ad Arena a mollare la delega all’ambiente (invito ribadito anche da Lega e FdI ndr): “Si tratta di una materia che, come dimostra l’attuale situazione, richiede un impegno a tempo pieno, che il sindaco, con tutte le incombenze che ha, non può garantire. Il primo cittadino si occupi di questioni politiche più importanti: vada da Zingaretti a battere i pugni o a chiedere il ristoro per i rifiuti di tutta la regione che oggi vengono spediti a Viterbo. Chieda al presidente perché, dopo ben 25 anni, il Lazio sia l’unica regione al mondo che non ha previsto impianti di smaltimento alternativi alle discariche e che ci obbliga a buttare i rifiuti in una buca, per di più raddoppiando anche le tariffe per il conferimento. Sono queste le questioni di cui deve preoccuparsi il sindaco, non del cassonetto bruciato per strada”.