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Viterbo, ragazza accusa vicino di casa: "Mi ha molestata nel garage"

Valeria Terranova
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Accusa di violenza sessuale il vicino di casa che il 5 maggio 2018 le avrebbe palpeggiato il sedere dopo averla sorpresa nel garage. E’ la storia di una 20enne, all’epoca dei fatti adolescente, residente in provincia, costituitasi parte civile nel procedimento e rappresentata dall’avvocato Angelo Di Silvio. La giovane ieri in aula ha raccontato l’episodio davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini. “Era sabato e stavo uscendo per andare in palestra. Nel scendere velocemente le scale che conducono al garage incontrai la madre del vicino, con la quale mi scontrai facendole cadere della legna che stava trasportando - ha riferito la parte civile -. Mi scusai subito per l’accaduto, poi raggiunsi il box per andare a prendere il motorino. Nel frattempo, però, sentivo che la madre e il figlio, il vicino di casa, stavano confabulando. Una volta pronta ad indossare il casco, l’imputato mi si avvicinò alle spalle e mi toccò il sedere infilandomi le mani nei leggings, arrivando nella zona inguinale.

Subito lo allontanai con una spinta. Così, di corsa e sotto choc, sono fuggita a bordo dello scooter e ho raggiunto mia madre, la quale vedendomi sconvolta, cercò di calmarmi, perché sul momento pensava che avessi avuto un incidente stradale. Poco dopo le rivelai tutto e andammo a sporgere denuncia”. La presunta vittima ha precisato che quando lei e la madre tornarono a casa incontrarono il vicino che negò tutto. “Disse a mia madre che non aveva fatto niente, che io ero una deficiente, un’handicappata e che non capivo niente. Questo signore, peraltro, anche quando ero ancora più piccola mi accarezzava i capelli e mi osservava. Lui e sua madre insultano costantemente mia madre con pesanti insulti e augurandole che le prenda un colpo”. Versione, questa, confermata anche dalla madre della ragazza, la quale sempre ieri in aula ha aggiunto alcuni retroscena che coinvolgono anche il marito e padre della vittima.

“Mia figlia è rimasta talmente traumatizzata che non va più in garage da sola – ha sostenuto la donna -. Inoltre supponiamo che sia stato proprio il vicino a mandare una lettera anonima a mio marito il 26 dicembre di tre anni fa, alcuni mesi dopo il fatto, condita di insulti e calunnie. Lui e la madre, che abitano proprio di fronte a noi, continuano a molestarci verbalmente ancora oggi, tanto che questa situazione ci ha creato una forte condizione di ansia e preoccupazione. Cerco di evitare di riportare le offese che rivolgono a me e a mio marito per scongiurare una sua reazione, ma tutti noi facciamo di tutto per non incrociarli”. Successivamente, considerando la continuazione di questi atti, il pm Paola Conti ha ritenuto di indagare anche la madre dell’imputato, rappresentato dall’avvocato Franco Taurchini, per stalking. Il dibattimento riprenderà il 9 febbraio 2022.