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Civita di Bagnoregio, candidatura Unesco a rischio per le pale eoliche

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Tra progetti per campi fotovoltaici, pale eoliche e centrali a biogas la Tuscia rischia di essere devastata dagli impianti per la produzione di energie rinnovabili e alternative. Lo hanno ribadito sabato da Civita di Bagnoregio, nel corso dell’ultima iniziativa allestita con l’obiettivo di portare il dibattito su questo tema all’ordine del giorno delle amministrazioni locali e centrali, il sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi (intervenuto telefonicamente), il presidente di Italia Nostra Viterbo-Tuscia Adrian Moss, la presidente di Assotuscania Donata Pacces, il vice presidente del Consorzio turistico lago di Bolsena Francesco Cozza Caposavi, assieme alla consigliera comunale viterbese Luisa Ciambella e a rappresentanti del comitato Verde Tuscia, dei giovani di Confagricoltura Viterbo-Rieti, degli Amici della Terra e di varie associazioni ambientaliste.

 

Vittorio Sgarbi ha sottolineato la necessità di una moratoria nazionale delle autorizzazioni auspicando un vincolo che protegga tutto il territorio della Tuscia. Non casuale è stata la scelta di Civita di Bagnoregio come sede della manifestazione: il dossier per il riconoscimento del borgo Patrimonio dell’Umanità è stato infatti da poco consegnato all’Unesco che ora sta vagliano la richiesta; il sussistere di un progetto di parco eolico non gioca certo a favore, anzi rischia di pregiudicare la candidatura. A questo proposito ha fatto scalpore quanto avvenuto in Francia, ad Argouges, nelle vicinanze di Mont Saint Michel: qui un progetto che prevedeva tre impianti eolici è stato revisionato proprio su sollecitazione dell’Unesco. Mont-Saint-Michel è infatti già Patrimonio dell'umanità e, come tale, dev'essere tutelato in maniera particolare.

 

L’ente delle Nazioni Unite ha fatto sapere allo Stato francese che le pale avrebbero procurato un danno all'area e allora si è deciso di definire un perimetro di esclusione degli impianti eolici che va da 20 a 40 chilometri intorno al sito. Entro l’estate è comunque previsto un monitoraggio e non è escluso che dall’Unesco giunga una segnalazione di rischi e raccomandazioni di tutela. Uno scenario allarmante per Civita Bagnoregio, che non è ancora Patrimonio dell’Umanità e che quindi dovrebbe presentarsi col vestito migliore all’esame di ammissione e non con impianti eolici in fase di progettazione.