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Lazio, concorsi truccati Asl. Per la Procura di Latina c'era un vero sistema

Massimiliano Conti
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Da una parte la sanità ridotta a dependance dei partiti, in particolare del Pd; dall'altra un “groviglio armonioso”, per usare una fortunata espressione, di rapporti tra Regione, Asl e Comuni laziali finalizzato a gestire concorsi, nomine, assunzioni e trasferimenti di persone legate alla politica o sponsorizzate dal boss di turno.  E' quello che emerge dai nuovi sviluppi dell'inchiesta di Latina sui concorsi Asl truccati, che ha portato giovedì scorso agli arresti domiciliari l'ex senatore e attuale segretario del Pd pontino Claudio Moscardelli, con l'accusa di corruzione e rivelazione aggravata di segreto d'ufficio. Dove il segreto d'ufficio rivelato sono le risposte che Claudio Rainone, il presidente della commissione di uno dei concorsi incriminati - quello da 23 posti di collaboratore amministrativo di categoria D, indetto in forma aggregata tra la Asl di Frosinone, Latina e Viterbo – soffiava ai candidati segnalati da Moscardelli. Rainone, già finito ai domiciliari due mesi fa, è stato colpito da un nuovo provvedimento cautelare emesso dal gip Giuseppe Cairo. Nell'ordinanza, il giudice scrive che Moscardelli, pur non facendo parte della Asl di Latina, “ne gestisce comunque le sue sorti in termini di trasferimenti del personale, stabilizzazione di contratti, posizioni in graduatorie e superamento di concorsi”. 

 

Con l'arresto del segretario dem l'inchiesta compie dunque quel salto di qualità già ipotizzabile dalla prima ordinanza di custodia cautelare a carico di Rainone e del segretario della commissione giudicatrice Mario Graziano Esposito. Ordinanza in cui il gip parlava espressamente di un “sistema collaudato di ampia portata e non occasionale”, in cui “quasi tutte le posizioni utili di graduatoria” sarebbero finite “a soggetti legati da rapporti amicali, di colleganza o di appartenenza politica”. Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, gli inquirenti puntano ora a dare un cognome e un volto al "misterioso Bruno", un politico di primissimo piano il cui nome appare spesso nelle intercettazioni. Dalle quali emerge più volte, sempre in base a quanto riporta Repubblica, anche il nome dell'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato, oggetto di pressioni da parte di Moscardelli al fine di far nominare Rainone direttore amministrativo della Asl di Latina.

 

Questo in sostanza, secondo gli inquirenti, prevedeva il “patto” stretto tra Moscardelli e il presidente della commissione: “L'ingerenza di Moscardelli documenta un accordo stabile con Rainone – si legge nelle carte dell'inchiesta - che garantisce al politico la sistemazione di diverse posizioni lavorative astrattamente idonee in futuro ad esprimere la propria riconoscenza in termini di potenziali espressioni di voto sul territorio, ricevendone Rainone in cambio i suoi vantaggi in progressione di carriera”