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Viterbo, discarica. Oltre che da Roma rifiuti anche da Latina e Frosinone. Prorogata l'ordinanza: ecco per quanto

Massimiliano Conti
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Per Viterbo fine pena mai. E’ il succo dell’ordinanza firmata nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 30 giugno,  dal presidente della Regione Nicola Zingaretti che continua a dirottare la quasi totalità dei rifiuti laziali nella discarica di Monterazzano. Quelli di Roma Capitale, 200 tonnellate al giorno, formalmente da oggi fino al 15 luglio, mentre quelli di Latina e Frosinone, rispettivamente 100 e 200 tonnellate al giorno, fino al 31 luglio. Il trasferimento a Viterbo di questi ultimi sarebbe dovuto finire ieri. Tutto fa supporre, a cominciare dalle dichiarazioni al Corriere dell’assessore Valeriani, che Viterbo continuerà ad essere la discarica del Lazio ancora per un bel pezzo e a smaltire la monnezza romana almeno per tutta l’estate, ben oltre la data del 15 luglio prevista nell’ordinanza. Al momento infatti una soluzione al problema Roma ancora non c’è, nonostante i proclami di Zingaretti di voler commissariare la sindaca Raggi “per manifesta incapacità”, e nonostante i proclami della Raggi di voler riaprire la discarica di Albano.

 

Contro il nuovo “regalo” del governatore, se si esclude l’ala zingarettiana del Pd, è unanime lo sdegno delle forze politiche viterbesi. Per Giulio Marini, delegato all’ambiente della Provincia, nonché capogruppo di Forza Italia in Comune, Zingaretti dovrebbe dimettersi lui per manifesta incapacità. “E’ l’ennesima vergogna, un ulteriore atto di arroganza, che dimostra tutta l’incapacità del governatore e del suo assessore ai rifiuti, Massimiliano Valeriani, ridotto a inutile passacarte. Viterbo dice basta: non accetteremo silenti questa folle imposizione e spiegheremo, con i dati, che i nostri impianti non sono in grado di accogliere ancora i rifiuti romani”.

 


Il sindaco Arena, da parte sua, a Zingaretti e a Valeriani chiederà un incontro urgente dove riproporrà anche il tema dei ristori a mo’ di risarcimento per i danni subiti da Viterbo, considerato anche il rischio concreto di saturazione della discarica delle Fornaci. Marini chiama in causa anche il segretario regionale del Pd, Bruno Astorre: “Anziché far sentire la sua voce, per tutelare tutte le province, si comporta come un lacchè qualunque, applaudendo la scellerata decisione di Zingaretti, che scarica tutte le colpe sul sindaco della capitale, Virginia Raggi. Le responsabilità del fallimento della gestione dei rifiuti romani - conclude l’ex sindaco - vanno divise tra tutti gli attori della vicenda e la regione non ha certo un ruolo da comprimario: Zingaretti ha confermato, una volta di più, di non saper governare, di non essere capace di risolvere un problema. Si dimetta subito, prima che sia costretto a farlo per la vicenda delle false giustificazioni per le assenze in consiglio regionale”. Ancora prima di Zingaretti, è lo stesso Marini che dovrebbe dimettersi da delegato all'ambiente a Palazzo Gentili, secondo il capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio provinciale, Gianluca Grancini: “Lui con il Pd che governa la regione ci condivide l’esperienza di governo in provincia. La delega all’ambiente gli è stata conferita dal presidente espressione di quel Pd di cui sopra. Il ruolo di consigliere di lotta e di governo mal si addice all’amico Marini. Farebbe bene a dimettersi e a porre politicamente alla sua, speriamo presto, ex-maggioranza la questione che oggi pone ai viterbesi quasi cadendo dal pero”.