Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, rifiuti da Roma almeno tutta l'estate. La discarica di Monterazzano diventa la pattumiera del Lazio

M. C.
  • a
  • a
  • a

Viterbo ridotta a discarica di Roma. Almeno per tutta l’estate, ma con ogni probabilità fino all’autunno. Come conferma infatti al Corriere l’assessore regionale Massimiliano Valeriani, per tamponare l’emergenza scoppiata nella capitale, l’ordinanza annunciata due settimane fa, che avrebbe dovuto autorizzare l’arrivo dell’immondizia capitolina a Monterazzano fino al 15 luglio, avrà invece valore per almeno due mesi. Il sindaco in questo contesto valuta intanto se appellarsi al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, respingendo il ricorso del Comune, ha confermato l’innalzamento della discarica, concesso dalla Regione, fino a raggiungere una volumetria di ulteriori 275 mila metri cubi.

Ma il punto è anche e soprattutto un’altro: alla luce di tutto ciò, sui cittadini viterbesi incombe lo spettro di una futura stangata Tari, nel caso in cui, come riportato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera, Monterazzano, attualmente unica discarica funzionante nel Lazio, dovesse esaurirsi a fine 2021. A lanciare l’allarme su questo rischio è stata la dem Luisa Ciambella in apertura del Consiglio comunale di ieri mattina, dove Arena ha anche annunciato che Gesenu - la società che insieme alla Cosp Tecno Service gestisce l’igiene urbana tramite il braccio operativo di Viterbo Ambiente - ha formalizzato una proposta di iniziativa privata per il nuovo appalto pluriennale dei rifiuti. “Con l’approvazione delle linee guida – ha detto il primo cittadino – abbiamo iniziato un percorso che ci porterà al bando, ma ho dato mandato agli uffici di verificare la fattibilità di questo project”. Insomma, se dagli uffici dovesse arrivare l’ok e se in maggioranza dovesse esserci unità di vedute, non è detto che Palazzo dei Priori alla strada burocraticamente più impervia del bando non preferisca quella proposta dalla Gesenu. 

 

Nell’immediato però il Comune ha ben altre patate bollenti da risolvere: da un lato l’arrivo dei rifiuti romani a partire da domani, dall’altra la bocciatura del ricorso da parte del Tar, che ora potrebbe riaprire anche la partita dei 650 mila metri cubi di ampliamento chiesti dalla Ecologia Viterbo, proprio in ragione del fatto che Monterazzano è ormai diventata la discarica del Lazio. Ciambella ha accusato il sindaco di vanificare, con i suoi tentennamenti, quell’autosufficienza di Viterbo in materia di rifiuti raggiunta “grazie alla politica lungimirante degli anni '90”. “Se non si opporrà a questo andazzo – ha sottolineato la consigliera dem – passerà alla storia, sindaco, per aver fatto pagare ai viterbesi la monnezza come lo champagne”. Lo scenario paventato è che, con la saturazione di Monterazzano, i rifiuti viterbesi dovranno essere smaltiti in altre regioni d’Italia con il conseguente aggravio dei costi. 
L’ex vicesindaca ha poi sparato a zero contro chi, sedendo nei posti che contano, “sta svendendo il nostro territorio”, invitando Arena a fare fronte comune utilizzando tutte le strade possibili, a cominciare dal ricorso al Consiglio di Stato (idea bocciata invece dal consigliere dem Alvaro Ricci).
Anche per Gianmaria Santucci (Fondazione) il ricorso al Consiglio di Stato, sentito il parere dei legali per evitare liti temerarie, è la strada migliore. Tanto più che, come ha spiegato lo stesso sindaco, il Tar non avrebbe tenuto conto della relazione presentata da Palazzo dei Priori sui valori di fondi del terreno (arsenico, cadmio, ecc). Arena in ogni caso non si incatenerà a Monterazzano, “non è mio costume”, ma sul nuovo arrivo dei rifiuti romani chiederà subito un incontro con Nicola Zingaretti e con l’assessore regionale Massimiliano Valeriani, non risparmiandole al governatore e alla sindaca di Roma Virginia Raggi: “Riaprissero le discariche che ci sono a Roma prima che nella capitale scoppi una rivolta civile da parte di tutti quei cittadini che non ne possono più dei cumuli di immondizia maleodorante”.