Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Alfina, Righini rassicura i sindaci: "La nostra geotermia non è pericolosa, i terremoti in Francia sono un'altra cosa"

Alessandro Quami
  • a
  • a
  • a

“I sindaci dovrebbero informarsi prima di parlare: la geotermia a Castel Giorgio e a Torre Alfina non è pericolosa, e gli impianti in Francia o Svizzera sono un’altra cosa”. Il manager Diego Righini è duro contro i sindaci dell’Alto viterbese e dell’orvietano, che da anni si oppongono alla costruzione di due impianti a Castel Giorgio e Torre Alfina, progetti avanzati dalla società Itw Lkw Geotermia Italia. Nelle ultime ore, 30 Comuni attorno al lago di Bolsena sono tornati all’attacco, prendendo spunto da ciò che è avvenuto in Francia: vicino a Strasburgo c’è stata una scossa di terremoto, e secondo Rénass (Rete di monitoraggio sismico), sarebbe stata indotta nell’ambito di un esperimento finalizzato a verificare la possibilità di innescare la formazione di eventuali giacimenti geotermici. 

“Le analisi dei sismologi francesi hanno evidenziato che si tratta in parte di terremoti dovuti a modificazioni irreversibili del sottosuolo, con conseguenze imprevedibili e incontrollabili – dicono i sindaci -. I sistemi geologici dell’area francese sono simili ai nostri, con l’aggravante che la nostra è anche area vulcanica, fattore che potrebbe aumentare il livello di rischio”. 
Per questo, gli amministratori sperano “che il ricorso al Consiglio di Stato contro l’impianto di Castel Giorgio - dicono -, ci veda vincitori e che il ministero per la Transizione ecologica decida di non finanziare progetti pilota di centrali binarie che sono dello stesso tipo di quelle che hanno provocato il terremoto a Strasburgo”. 

 

Ma il general manager di Geotermia Italia non ci sta: “Ho detto mille volte che l’attività dei nostri progetti è solo estrattiva – afferma Righini -: a Strasburgo, o a Basilea, non esistono siti geotermici. Lì la geotermia la vogliono creare, fratturando le rocce e dando vita a un serbatoio, mentre nell’Alfina o a Latera la geotermia c’è, il serbatoio già c’è e si tratterebbe di estrarre e di iniettare: in una parola, si tratterebbe di produrre energia pulita, senza rischi”. Quindi, l'attività di Strasburgo è totalmente diversa da quella dell'Alfina, e per il manager quanto accaduto in Francia non potrebbe mai verificarsi nell’orvietano e nell'area del lago di Bolsena.  D'altronde, la vicenda tra Righini e i sindaci va avanti da tempo, tra ricorsi alla magistratura amministrativa e querele di rilevanza penale. L’ultima tappa giudiziaria c'è stata a maggio, quando il Consiglio di Stato ha accolto le istanze cautelari della Itw Lkw Geotermia Italia spa che aveva presentato ricorso contro la decisione del Tar del Lazio (febbraio 2021), di inficiare il progetto verde di produzione elettrica: la sentenza del Tar aveva rimandato (non bocciato), l’autorizzazione di due impianti, e dato parzialmente ragione a sindaci e ambientalisti, ma il Consiglio di Stato ha cambiato le carte in tavola.  “La causa di Castel Giorgio è vinta – precisa Righini -, mentre quella di Torre Alfina è sospesa in quanto la magistratura sta valutando se dei dirigenti regionali del Lazio e qualche consigliere della Pisana abbiano agito in modo improprio contro l’impianto di Torre Alfina. Nel merito dell’impianto ci sentiamo tranquilli, e siamo convinti che il 16 settembre prossimo il Consiglio di Stato metterà la pietra tombale su tutti i ricorsi”.