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Viterbo, la mala movida rende invivibili parchi e aree turistiche

Roberto Pomi
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Parchi, aree gioco per bambini, pinete, piazze e vie dei centri storici invasi da bottiglie di superalcolici, bicchieri da cocktail e rifiuti vari nei fine settimana. Il tema non conosce latitudine ed è vero tanto nel capoluogo quanto nei vari comuni della provincia. Non importa se siano affacciati sul mare, come nel caso di Montalto Marina, o custoditi alle porte della Valle dei Calanchi come Bagnoregio. 

 

 

Le notti brave di tanti ragazzi lasciano un segno pesante sul territorio che si traduce in disagi e danni all’immagine anche di luoghi che vivono di turismo. Spesso quando i turisti arrivano si trovano davanti agli occhi situazioni indecorose. Ma succede anche di peggio, come nel caso di mamme e papà che portano i bambini al parco e trovano bottiglie vuote di Campari, birra e altro sotto le altalene e sopra gli scivoli. Spesso tutto questo si accompagna a visibili danni ai giochi stessi, fatto che li rende inutilizzabili o sicuramente più pericolosi per i piccoli. Sono rari i parchi pubblici che non hanno i propri frequentatori notturni e che non si presentano segnati negativamente nei giorni di fine settimana, che poi sono quelli dove le famiglie di solito possono frequentarli. La problematica è stata sollevata nei giorni scorsi anche dall’assessore al turismo del capoluogo, Marco De Carolis. Una serie di fotografie scattate dallo stesso e pubblicate sui social hanno voluto testimoniare la condizione in cui i turisti trovano l’area monumentale della città quando arrivano la mattina. Un tappeto di rifiuti, un’immagine sbagliata e degradata. Problemi in questo senso segnalati anche a Bagnoregio dal sindaco Luca Profili, che ha raccontato sui social di danni ai bagni pubblici e segni di nottate alcoliche sparsi ovunque nell'area di arrivo dei visitatori. 

 


Il fatto, esploso in questi primi weekend di fine lockdown, evidenzia l’esigenza di maggiori controlli sui comportamenti dei frequentatori della notte ma anche la necessità per i comuni di ripensare secondo nuove linee guida i caratteri del servizio di igiene urbana. Difficile immaginare di tenere i parchi gioco e le aree verdi, così come vie e piazze centrali, senza prevedere una pulizia alle prime luci dell'alba. Una pulizia ma anche una igienizzazione delle aree dove spesso si assembrano centinaia di persone.  Il cambiamento dei comportamenti, difficilmente modificabile su un arco temporale stretto, impone nuovi problemi a cui le amministrazioni sono chiamate a costruire soluzioni e l'unica via possibile è l’organizzazione di nuovi schemi e orari di pulizia. Perché è impensabile che i bambini debbano giocare tra le bottiglie dei superalcolici abbandonate e bicchieri e cannucce. Così come incompatibile l'immagine di una città turistica con spazi degradati.