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Viterbo, a Paliano sorgerà solo un parco termale

Massimiliano Conti
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E’ stato l’ormai famoso vincolo della Soprintendenza su 1.600 ettari di territorio viterbese, dalle Masse di San Sisto al Bullicame, a indurre la Freetime a ritirare il piano particolareggiato per il polo termale. L’imprenditore Fabio Belli, tra i titolari della Freetime, conferma la notizia riportata ieri, lunedì 28 giugno,  dal Corriere: il grande centro da 400 posti di lavoro in località Paliano non si farà, almeno per il momento, perché non ci sono più le condizioni. Al suo posto, attorno alle 5 piscine già realizzate, nascerà invece un parco termale completo di bagni, biglietteria, servizi, spogliatoi, infermeria e bar.

 

 

Ad alimentare il parco saranno i 15 litri di acqua al secondo previsti nella concessione, riconfermata a febbraio dall’area georisorse della Regione. “I Balletti possono mettersi l’anima in pace, l’acqua resta a noi”, dice Belli rispondendo ai rivali storici della Antica Terme Romane, la società proprietaria dei terreni confinanti su cui sorgono le Masse di San Sisto, le terme chiuse a inizio 2020 con un’ordinanza del giudice Federico Bonato accogliendo un’istanza proprio della Freetime.
“Dopo l’entrata in vigore del vincolo – spiega Belli – la Soprintendenza ci ha inviato una lettera in cui dichiarava il nostro progetto, quello approvato dal Consiglio comunale nel 2016 dopo un lungo iter, non compatibile con le nuove restrizioni. L’organo ministeriale si è comunque reso disponibile a valutare un nuovo progetto”. Progetto che la Freetime ha appunto realizzato adattandolo alle prescrizioni e spedendolo in Regione. Quest’ultima lo ha approvato per quanto di sua competenza, riconfermando, come detto, i 15 litri. 
“Contro il vincolo è ancora in piedi un nostro ricorso al Tar, ma non ci interessa fare la guerra alla Soprintendenza, ci interessa una collaborazione”, sottolinea l’imprenditore. In pratica la Freetime si accontenterà del più modesto parco termale, riservandosi per il futuro eventuali ampliamenti.

 

Belli è molto meno conciliante invece rispetto all’eterna guerra con la Antiche Terme Romane. Secondo Pier Luca Balletti con il venir meno del polo termale vengono meno anche le ragioni dei 15 litri al secondo. Ma i funzionari dell’area georisorse della Regione Lazio la pensano a quanto pare diversamente: “Non sono i Balletti che decidono a chi va l’acqua – è sempre Fabio Belli a parlare -. Sono vent’anni che sognano che la nostra acqua venga data a loro, continuassero pure a sognare”. 
Tradotto: le Masse, che quell’acqua utilizzavano, non riapriranno mai, e se gli orfani di San Sisto vorranno tornare ad immergersi nelle vasche potranno utilizzare un domani le piscine del vicino parco termale della Freetime: “Stiamo aspettando che il Comune autorizzi i lavori – conclude Belli – . Se l’ok arriva entro l’estate a settembre-ottobre inizieremo i lavori. Per completarli basteranno 3 o 4 mesi”.