Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, rapina al portavalori con l'esplosivo a Cinelli. Processo alla talpa

Valeria Terranova
  • a
  • a
  • a

Le due ex guardie giurate che, insieme ad altri 5 malviventi, assaltarono un portavalori nel 2016 sulla superstrada tra Vetralla e Monte Romano, furono incastrati da alcune intercettazioni relativi a un altro procedimento. A rivelarlo gli operanti sentiti nel pomeriggio del 23 giugno, davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, durante l’udienza del processo a carico di uno dei due ex vigilantes, un 50enne, accusato di essere la talpa del gruppo.

 

L’imputato tuttora è agli arresti domiciliari, mentre il collega decise di patteggiare la pena nel corso del procedimento. Secondo l’accusa, il 50enne nelle vesti di informatore, organizzò l’agguato a mano armata con la complicità degli altri banditi, i quali con tanto di pistole, fucili e un ordigno intimorirono i conducenti per farsi consegnare il bottino. Nel pomeriggio di mercoledì 23 giugno sono stati sentiti un maresciallo e un brigadiere dell’Arma che effettuarono il primo intervento e che si occuparono delle analisi scientifiche realizzate sulle armi rinvenute sul posto. Inoltre, ha testimoniato un ispettore della polizia penitenziaria, il quale venne incaricato di eseguire delle ambientali riguardanti un’altra indagine. Nel corso delle captazioni, invece, lui e altri agenti si resero conto che le conversazioni tra i due detenuti facessero riferimento alla rapina e pertanto riuscirono a ricondurre la vicenda ai due uomini.

 

I due ex dipendenti della Securpol Group srl, vennero inchiodati dalle analisi del dna effettuate dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Viterbo, che continuarono a indagare per individuare gli autori del colpo, portando a termine gli accertamenti a dicembre del 2020. La banda, composta da campani e romani, architettò il piano servendosi delle informazioni fornite dalle due guardie giurate, le quali sapevano il tragitto che il veicolo blindato avrebbe seguito. Parti civili altre due guardie giurate, una delle quali rappresentate dall’avvocato Roberto Alabiso, che quel pomeriggio si trovavano a bordo del van, totalmente ignare del disegno escogitato a loro insaputa. Si tornerà in aula il 15 settembre per l’ascolto dei primi 10 testi del pm e del perito trascrittore.