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Viterbo, spari contro elicottero con il sindaco di Capodimonte a bordo. Indaga la Scientifica

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Continuano le indagini della squadra mobile sugli spari contro l’elicottero che volava a bassa quota sul lago di Bolsena e sul quale viaggiava il sindaco di Capodimonte Antonio De Rossi della Lega. Sull’intera vicenda in Questura vige il più stretto riserbo. Si tratta di un’indagine delicata sulla quale c’è la consegna del silenzio. Anche ai protagonisti della vicenda, pilota e passeggero, ovvero il primo cittadino di Capodimonte, è stato consigliato di tenere la bocca chiusa fino a quando le indagini non avranno fatto completa luce su quanto è veramente avvenuto. Il fatto risale a qualche giorno fa. Inizialmente si era parlato di venerdì. In realtà, sarebbe avvenuto nel precedente fine settimana e la denuncia da parte del pilota, preoccupato per delle lesioni notate sull’elicottero, risale invece ai giorni successivi.

 

L’elicottero che sarebbe stato colpito dalle pallottole di una carabina è un Gazelle 341. Storico velivolo da guerra dei marines statunitensi appartenuto alla famosa azienda americana di bibite 7Up. Ai tempi era il velivolo numero 3 della flotta. Qualche giorno fa, appunto, stava sorvolando il lago di Bolsena a bassa quota quando il pilota è stato allarmato da alcuni rumori nel tratto tra Capodimonte e Marta. C’è stato un atterraggio di emergenza e una volta scesi il pilota si è reso conto che c’erano delle scheggiature sul velivolo. Nel portellone posteriore e nella parte bassa del mezzo. Lesioni che, secondo indiscrezioni, assomigliano a fori di pallottole. Ma su questo la polizia vuole vederci chiaro, almeno stando ai pochissimi elementi che filtrano su questa delicatissima indagine. Il pilota ha sporto denuncia ipotizzando che possa essersi trattato di lesioni provocate da un proiettile.

 

La polizia ha quindi disposto rilievi tecnico-scientifici per verificare l’eventuale presenza di metalli che possano far presupporre che il velivolo sia stato colpito realmente da un proiettile. Come detto, sulle attività investigative è calata una cappa di silenzio. La stessa squadra mobile per adesso non ha confermato l’ipotesi dei proiettili. Tuttavia, le voci sono circolate nella zona. Se ci sono stati veramente degli spari era proprio l’elicottero l’obiettivo? Oppure il velivolo per una curiosa coincidenza si è trovato nella traiettoria dei proiettili sparati da qualcuno? Un’ipotesi che va indagata, considerando però che la caccia al cinghiale è chiusa e che se c'è veramente qualcuno che spara con una carabina nella zona il problema è serio.