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Viterbo, minacce di morte a dirigente comunale di Tarquinia. Ci sono altri sospettati

Beatrice Masci
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Non è escluso che l’autore delle minacce alla dirigente del Comune di Tarquinia abbia un complice. Chiunque sia arrivato davanti a casa sua, nel centro storico, per lasciare la scatola contenente un rudimentale ordigno, potrebbe essere stato accompagnato in auto. E’ infatti difficile che sia arrivato a piedi, perché sarebbe di certo stata notata una persona che passeggiava in centro con una scatola di scarpe avvolta nel nastro adesivo sotto al braccio. La zona, inoltre, è sorvegliata da molte telecamere. Ed è su queste che si concentrano le indagini della polizia, sperando di poter individuare chi ha lasciato la scatola e capire come sia arrivato in centro.

Va inoltre considerato che in molte zone di Tarquinia, soprattutto nelle vie e piazze interne, vige la ztl. Altro particolare, questo, che gli inquirenti stanno probabilmente valutando. Al momento, l’unica persone ascoltata negli uffici del commissariato di Tarquinia è un commerciante, proprietario di un manufatto a San Giorgio, la cui abitazione è stata perquisita. Nei confronti dell’uomo, tuttavia, non sono stati presi provvedimenti di alcun genere. Potrebbe essere stato immortalato dalle telecamere vicine all’abitazione della dirigente comunale all’ora in cui la scatola sarebbe stata lasciata. Il commerciante, però, potrebbe aver fornito spiegazioni sulla sua presenza in zona.

 

Al momento, l’unica certezza è che le indagini indicano San Giorgio come motivo delle minacce. San Giorgio, da anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, è al centro di una dura battaglia dell’amministrazione comunale contro l’abusivismo edilizio. Da mesi, infatti, stanno arrivando ai proprietari di manufatti abusivi ordinanze di demolizione. Nel caso in cui non eseguano i proprietari, provvede il Comune alla demolizione, mandando poi il conto ai titolari dei manufatti. Si tratta di un conto piuttosto salato di circa 20 mila euro. La dirigente minacciata è la responsabile dell’ufficio urbanistico, colei, cioè, che firma le ordinanze di demolizione. Per questo motivo le indagini, al momento, seguono una pista precisa. La donna, lo ricordiamo, mercoledì sera, tornando a casa, ha trovato davanti al portone la scatola e una lettera di minacce rivolte a lei e alla sua famiglia. La scatola, aperta dalla polizia, conteneva un ordigno rudimentale che non avrebbe potuto esplodere, non avendo l’innesco, ma poteva incendiarsi. Dunque un avvertimento, forse per il lavoro che sta portando avanti e per il quale ha ricevuto la solidarietà del sindaco e di molti cittadini e associazioni.