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Lago di Bolsena, spari contro elicottero. Velivolo centrato da colpi di carabina: a bordo il sindaco di Capodimonte Antonio De Rossi

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Spari con una carabina contro un elicottero in volo a bassa quota tra Marta e Capodimonte. Una pallottola ha colpito il vetro del portellone posteriore e un’altra la parte bassa dell’abitacolo. E’ avvenuto venerdì 26 giugno di pomeriggio. A bordo del mezzo, un turboelica da 5 posti di proprietà di un uomo residente sul lago di Bolsena ma originario del Nord Italia, il sindaco di Capodimonte, Antonio De Rossi della Lega. Sull’inquietante episodio indaga la Squadra mobile della Questura di Viterbo. Da dove, pur confermando l’esistenza di un’approfondita attività investigativa volta a far luce sull’accaduto, non vengono forniti ulteriori particolari: “Sono in corso tutte le verifiche del caso - ha detto il dirigente Alessandro Tundo, interpellato dal Corriere - e in questo momento non abbiamo notizie degne di essere segnalate alla stampa”.  Inutile chiedere conferme su eventuali altre persone che, oltre al sindaco, si trovavano sul velivolo: “Prima di tutto - è la risposta lapidaria del dirigente - dobbiamo accertare come sono realmente andate le cose”. La polizia deve avere insomma la certezza che gli spari fossero proprio rivolti contro l’elicottero. 

 

 

Si sa, in ogni caso, che il sindaco di Capodimonte non era personalmente alla guida del velivolo. Si sa anche, come detto, che l’elicottero può contenere al massimo cinque persone, ma non si conosce al momento quante effettivamente ci fossero quando sono stati uditi e visti gli spari. Infine, sembra che alla guida ci sarebbe stato un pilota professionista originario di un comune del litorale viterbese.  Insomma, una storia dai contorni ancora molto fumosi, come dimostra peraltro la stessa cautela della Squadra mobile, che, prima di trarre qualsiasi tipo di conclusione, vuole accertare la natura degli spari. Non si può escludere, infatti, che essi non fossero effettivamente collegati al passaggio dell’elicottero. Nel senso che potrebbe essersi trattato anche di una coincidenza, per quanto singolare, che potrebbe aver visto protagonista qualcuno che si sarebbe messo a sparare proprio mentre passava il velivolo.

 

Al di là della dinamica, una cosa è comunque certa: se un colpo avesse raggiunto il motore o il pilota le conseguenze sarebbero state decisamente drammatiche. Allo stesso tempo ci si chiede come sia possibile che qualcuno vada in giro in questo periodo, con la caccia al cinghiale chiusa, con una carabina carica. A meno che non si voglia credere che i colpi fossero realmente rivolti all’elicottero o a chi vi era a bordo, è questo il nodo da sciogliere, sul quale si stanno concentrando le indagini della squadra mobile in queste ore.