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Viterbo, rifiuti. In arrivo da Roma un'altra ondata di immondizia

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Massimiliano Conti
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Da giovedì prossimo, 1° luglio, riprenderà il flusso di rifiuti romani verso la discarica Le Fornaci di Monterazzano, ufficialmente solo per due settimane. Il giorno prima dovrebbe invece interrompersi quello dei rifiuti di Latina e Frosinone (200 tonnellate al dì), almeno ufficialmente.  Ufficiosamente giungono invece notizie più che allarmanti su quella che è attualmente l’unica discarica funzionante nel Lazio. Secondo un articolo apparso sul Corriere della Sera nei giorni scorsi, “la disponibilità degli invasi regionali ha il respiro corto: quello di Civitavecchia si esaurisce tra un mese e quello di Viterbo entro dicembre”. 
 

Monterazzano ha quindi sei mesi di vita, stando al quotidiano milanese. “E’ lo stesso giornale a cui il 29 maggio il direttore regionale con delega ai rifiuti Wanda D’Ercole aveva dichiarato che il volume residuo della discarica viterbese è bassissimo, 165mila metri cubi”, ricorda la consigliera del Pd Luisa Ciambella, che sul tema torna a incalzare il sindaco Giovanni Arena, chiedendogli di chiarire quanto tempo resti ancora alla discarica gestita dalla Ecologia Viterbo prima che si esaurisca.  Da parte sua, Arena ammette di non dormire per niente sonni tranquilli. Per il primo cittadino, quella del Corriere della Sera potrebbe essere una previsione pessimistica così come ottimistica. Anche perché il destino di Monterazzano, che da anni - ricordiamo - smaltisce anche i rifiuti di Rieti, è legato, oltre che all’emergenza romana (l’individuazione di un nuovo sito alternativo a Malagrotta è impantanata nel braccio di ferro in atto tra il governatore Zingaretti e la sindaca Raggi), anche ai pronunciamenti dei tribunali amministrativi: il primo sul ricorso che il Comune di Viterbo ha presentato contro l’ampliamento da 225 mila metri cubi di Monterazzano già concesso dalla Regione; il secondo su quello - per il momento eventuale - relativo ai 650 mila metri cubi in più chiesti dalla Ecologia e negati dalla stessa Regione. Il Tar in prima istanza ha respinto il ricorso della società, che ora potrebbe appellarsi al Consiglio di Stato con possibilità di spuntarla proprio in ragione dell’emergenza.

 


La Ciambella chiede ad Arena di fornire intanto risposte chiare ai cittadini: “Sarebbe una beffa - sottolinea l'esponente dem - se i viterbesi, dopo aver aiutato altri territori vicini a evitare una emergenza ambientale e sanitaria, si trovassero dall’oggi al domani a sostenere costi extra per smaltire altrove i propri rifiuti. Se si tratta di informazioni che non sono in suo possesso, sindaco, allora deve chiedere a chi di dovere e pretendere che le vengano fornite. Come già fatto in consiglio, rivolgo inoltre le stesse domande al consigliere Marini, nella sua veste di presidente della commissione provinciale all’ambiente, perché il problema non riguarda solo Viterbo ma tutto il nostro territorio. La Tuscia non può essere trattata come una discarica”.