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Viterbo, tassa rifiuti. Aumento del 4,6% solo per le famiglie

Alessandro Quami
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La Tari 2021 non potrà aumentare più del 4,6%, e dovrà essere pagata dai viterbesi o in un’unica rata il 30 novembre 2021, o in quattro rate: 31 ottobre 2021, 30 novembre 2021, 31 gennaio 2022, 28 febbraio 2022. I costi netti che la tariffa sui rifiuti dovrà coprire sono quelli relativi al servizio di raccolta, smaltimento e spazzamento, e ammontano a 11,116 milioni. Costi relativi al nuovo contratto pluriennale dei rifiuti. Di questo si è parlato ieri mattina, venerdì 25 giugno, in seconda commissione consiliare, dove è approdata la proposta di deliberazione del Consiglio comunale sul Pef rifiuti 2021 (Piano economico finanziario). “Un Pef che ha un aumento di circa 500mila euro rispetto a quello del 2020 (da circa 10,6 milioni a 11,116) - ha detto il caposervizio comunale Michele Calderone, dell'ufficio tributi -. Il che comporta un piccolo aumento delle tariffe, di circa il 4,6%”. Ma bisogna distinguere tra le tariffe domestiche, che aumentano, e quelle non domestiche (imprese e negozi), per le quali il caposettore rimarca “una riduzione”, dovuta a dei contributi statali per compensare le perdite da Covid.

 

 

Leggendo la proposta di delibera, si entra nei particolari: “Il Pef 2021 è di 12 milioni 230mila 953 euro”.  Ma questo è un importo al lordo dei contributi statali (640 mila euro più 291 mila euro più 53 mila euro) e del recupero dell'evasione Tari 2020 di 130 mila euro. L'importo netto da finanziare con la Tassa sui rifiuti 2021 è di 11 milioni 116 mila 118,53 euro. Tale importo sarà coperto da questi livelli della Tari: per le utenze domestiche c'è un livello diverso dalle utenze non domestiche. Le utenze domestiche hanno una quota fissa di 1,68 euro l’anno al metro quadro, e una parte variabile di 44,18 euro l’anno per il nucleo familiare di un componente, 79,53 euro per due componenti, 101,62 per tre, fino ad arrivare a 181,16 euro per nuclei sopra i 5 componenti e per i bed and breakfast.

 


Per le utenze non domestiche, ci sono distinzioni in base alle varie categorie di attività: ad esempio, le scuole e i musei pagano 1,34 euro di Tari l’anno per metro quadro (quota fissa), e 0,61 euro/metro quadro/anno come quota variabile; mentre gli alberghi con ristorante pagano 3,38 euro/metro quadro/anno (parte fissa) e 1,53 euro/metro quadro/anno (parte variabile). La commissione ha deciso, anche in seguito all'assenza del sindaco-assessore Ambiente, di rinviare il voto sulla proposta di delibera in Consiglio comunale. In aula, la discussione sui costi dei rifiuti e sulla Tari sarà più ampia e vivace. Il che è anticipato dalle proteste dell'opposizione: “Il sindaco continua ad avere la delega ai rifiuti quando ha un mare di incombenze – critica Alvaro Ricci, Pd -. Se lui non c'è, che votiamo a fare oggi?”.