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Viterbo, assunzioni nell'edilizia. Oltre 500 in pochi mesi: tutto merito dei bonus

Massimiliano Conti
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In un anno i lavoratori nel settore delle costruzioni sono aumentati del 25% Gli iscritti alla cassa edile nel giugno 2020 erano 2000, oggi sono 509 in più. A fornire i numeri è il presidente dell’Ance di Viterbo Andrea Belli, che, pur non essendo un boomer, ha pochi dubbi: una ripresa così impetuosa nel settore dell’edilizia non si vedeva dagli anni del miracolo economico. Tutto merito dei bonus: quello ristrutturazioni al 50%, quello facciate al 90% e, soprattutto, il superbonus al 110% per l’efficientamento energetico. In misura minore, per una serie di complicazioni tecnico-burocratiche, anche il sismabonus. L’intera provincia pullula in questo periodo di cantieri.

 

“Boom è la parola giusta – dice Belli -. Dopo tanti anni di crisi, il settore delle costruzioni si è rimesso in moto, le aziende assumono, come confermano i numeri impressionanti della cassa edile, e non riescono a rispondere all’enorme mole di richieste che arrivano da parte di privati e condomini”.
Dagli intonaci fatiscenti agli infissi che disperdono calore, dai cappotti termici alla sostituzione delle caldaie: migliaia di viterbesi hanno approfittato di quest’occasione per realizzare interventi sempre rinviati, ora realizzabili a costi modici se non addirittura gratis, grazie alla cessione del credito. Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Le spine sono rappresentate dall’aumento dei prezzi delle materie prime, che sta mettendo in difficoltà molte ditte non adeguatamente strutturate, e dalla corsa contro il tempo a cui le stesse imprese sono costrette, ma anche dalla comparsa di tutta una serie di soggetti intermediari, che hanno fiutato il business ma che spesso non danno sufficienti garanzie nel corretto adempimento delle pratiche. D’altra parte, bastano una leggerezza o una irregolarità per vedersi un domani richiedere dallo stato l’intero ammontare delle agevolazioni.

 

Allo stato attuale la scadenza del superbonus 110% è il 31 dicembre 2022: “Il rischio principale è quello che si crei una bolla. Il premier si è impegnato a prorogare queste misure anche per il 2023, il che darebbe maggiore respiro alle imprese, che al momento sono piene di lavoro fino a fine anno, evitando l’ingolfamento. Anche i prezzi delle materie prime, gonfiati dall’esplosione della domanda, tenderebbero col tempo a stabilizzarsi. Draghi è persona seria e quindi ci auguriamo che mantenga le promesse”, sottolinea il numero uno dei costruttori viterbesi, secondo cui, se non alle percentuali attuali, certi bonus dovrebbero diventare strutturali, come succede in altri paesi europei. “Anche sconti fino al 75-80% - continua Belli - consentirebbero alle società di costruzioni di programmare il futuro e anche le assunzioni, uscendo dalle logiche stagionali che hanno sempre caratterizzato il nostro settore”.
D’altra parte, nota il presidente dell’Ance, la cultura degli imprenditori è ormai radicalmente cambiata rispetto agli anni dell’edilizia arrembante e voracissima di suolo: “L’efficientamento energetico, l’innovazione e la rigenerazione sono ormai patrimonio comune di tutte quelle imprese che vogliono restare sul mercato”. Quanto ai temuti ostacoli di natura burocratica, sono stati inferiori a quanto si temeva: “Gli adempimenti sono tutto sommato accettabili e gli uffici comunali riescono a rispondere abbastanza celermente alle richieste – conclude Belli -. C'è stato qualche problema nella fase di rodaggio iniziale, dovuto più che altro ad alcune incertezze normative. Oggi, grazie anche al lavoro svolto dalle associazioni di categoria, fila tutto abbastanza liscio”.