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Luciano Gaucci, all'asta il castello di Torre Alfina. Il sindaco di Acquapendente: "Lo compri la Regione"

Beatrice Masci
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Il tribunale di Perugia ha deciso di procedere alla vendita del castello di Torre Alfina, attraverso un’asta telematica in programma martedì 13 luglio. Base d’asta: 3 milioni. Il castello è inserito tra i beni del fallimento del Perugia calcio, concretizzatosi all’epoca del patron Luciano Gaucci.  E’ la storica residenza in cui il vulcanico presidente ospitava ufficialmente la squadra alla vigilia di ogni campionato negli anni Novanta. In vista dell’asta, il sindaco di Acquapendente, Angelo Ghinassi, si fa avanti per chiedere alla Regione Lazio di acquisire l’immobile. Nei giorni scorso il sindaco ha firmato la delibera con la quale ha affidato a un consulente esterno l’elaborazione della proposta che poi è stata sottoposta agli uffici regionali del Patrimonio. 

 

Da quanto è dato sapere, la Regione avrebbe mostrato concreto interesse al progetto dall’amministrazione comunale. Al momento, il castello di Torre Alfina è affittato per eventi pubblici ed è aperto alle visite, per cui non versa certamente in condizioni precarie e non necessita di investimenti importanti per la ristrutturazione. Presenta però dei vincoli in base ai quali non potrà mai diventare un ristorante oppure un albergo, anche se di lusso. Il suo fine sarà prettamente turistico e di promozione culturale.  “E’ proprio questa la nostra idea - spiega il sindaco Ghinassi -. Se il progetto di acquisizione da parte della Regione dovesse andare in porto, il castello di Torre Alfina potrebbe diventare un centro congressi, uno spazio aperto alla promozione culturale, turistica e del territorio. La strada è in salita, non lo nascondo, ma provarci è il minimo che possiamo fare perché le istituzioni locali possano finalmente rientrare in possesso di questo bene”. 

 

Per questo motivo l’amministrazione, dando l’incarico a un consulente per avviare la procedura, spera che il castello possa tornare ad essere parte del patrimonio regionale.  “Il maniero - spiga ancora Ghinassi - risulta essere tra i più ricercati, guadagnando sempre più fama. A qualificare il bene, anche la presenza del Bosco del Sasseto, oggi monumento naturale di nostra proprietà e meta di visite e attività naturalistiche. E’ inserito tra le dimore storiche del Lazio, per questo abbiamo deciso di ufficializzare la nostra iniziativa proponendo alla Regione si farsi avanti. Si tratta di una scelta - chiarisce il sindaco - che rientra nei nostri fini statuari collegati alla promozione e allo sviluppo sociale ed economico del territorio, oltre che alla cura degli interessi della collettività”. Solo nei prossimi giorni si potrà sapere che la Pisana deciderà o meno di aderire alla proposta del Comune di Acquapendente, partecipando all’asta del 13 luglio.