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Viterbo, turismo. Nell'anno del Covid la Tuscia ha perso il 54% dei visitatori

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Massimiliano Conti
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Il 2020 è stato un anno orribile per il turismo italiano e anche per quello viterbese, che ha lasciato sul campo oltre la metà dei visitatori rispetto al periodo precedente la pandemia.  E’ quanto emerge dai dati Istat relativi alle presenze negli alberghi e nelle altre strutture ricettive delle province italiane rielaborati dal Sole 24 Ore.


Nell’anno del Covid nella Tuscia si è registrato il 54% di visitatori in meno rispetto al 2019. Un’emorragia superiore a quella media nazionale: -52%, ma inferiore a quella subita dalle altre province laziali: solo la Sabina ha avuto un calo più contenuto (-38%), mentre a Latina e a Frosinone la perdita è stata ben più pesante, rispettivamente del 61 e del 68%. Addirittura drammatica a Roma, la metropoli più turistica al mondo, che ha visto le presenze ridursi del 78%, finendo al penultimo posto nazionale. La maglia nera è toccata invece a un’altra città universalmente nota come Firenze (-79%). Al terz’ultimo posto Milano, dove il crollo è stato del 72%. Nessuna provincia, ovviamente, ha fatto registrare lo scorso anno un segno positivo: tutta la Penisola è stata colpita duramente dalle conseguenze della pandemia in termini di calo delle presenze, ma a pagare il maggiore tributo sono state proprio le città più grandi e turistiche, dove maggiore era il rischio di assembramenti e quindi di contagio. Non a caso, in testa alla classifica c’è Macerata, piccolo centro marchigiano (poco più di 40 mila abitanti) lontano dagli itinerari turistici più inflazionati, che nel 2020 ha perso soltanto il 13% dei visitatori rispetto all’anno precedente. Al secondo posto Campobasso (-20%), seguita da L’Aquila (-24%). Ma nella nuova geografia del turismo, come si legge sul quotidiano della Confindustria, “a vincere è l’Alto Adige, che con un calo tutto sommato contenuto (-35%) balza in testa al numero di presenze annue per provincia: quasi 22 milioni, superando Venezia (17 milioni) e Trento (12 milioni). L’anno precedente ai primi due gradini del podio vi erano Roma e Venezia. L’industria turistica della capitale è stata pesantemente colpita, come c’era da aspettarsi, dai lockdown e dalle restrizioni imposte ai viaggi per limitare la diffusione del Coronavirus: complessivamente, nella sola provincia di Roma, sono stati 27 milioni le presenze in meno lo scorso anno rispetto al 2019”. 

 

Anche la Regione Lazio ha pubblicato in questi giorni alcuni dati sull'impatto avuto dal coronavirus sul settore turistico-alberghiero. Nel 2020 gli arrivi nel Lazio sono calati in media del 73% rispetto al 2019. A livello provinciale i dati si discostano leggermente da quelli Istat: se la città più penalizzata è naturalmente Roma (-76%) seguita sempre dalla provincia di Frosinone -63%, Viterbo si piazza in questo caso al terzo posto (-39%), davanti a Rieti (-32%) e a Latina (-30%).