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Viterbo, acqua all'arsenico. Talete non aggiorna i dati delle analisi: sul sito risultati vecchi di tre mesi

Massimiliano Conti
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Talete non risponde dell’aggiornamento dei valori di arsenico nelle acque pubblicati sul portale della Asl ma solo dei dati inseriti sul proprio sito: lo ha chiarito venerdì l’amministratore unico Salvatore Genova rispondendo alle domande dei giornalisti. Peccato che anche sul sito di Talete i dati sulle concentrazioni di arsenico nei 32 comuni serviti dalla spa non siano proprio aggiornatissimi: gli ultimi risalgono a marzo, senza nemmeno indicazioni di date nei punti di prelievo e delle tecniche analitiche utilizzate. Insomma, anche l’oste Talete per garantire la bontà e salubrità del proprio vino non è che si scapicolli ogni mese. I dubbi, quindi, sulle modalità e sui tempi con cui vengono eseguiti gli accertamenti sulle concentrazioni di arsenico restano tutti, nonostante i ragguardevoli numeri forniti da Genova in conferenza: 5.921 controlli l’anno. Che saranno anche tanti, come sottolineato dal sindaco Arena, e che saranno anche costosi, come rimarcato dal presidente della Provincia Nocchi, ma che non dicono nulla sui criteri utilizzati per eseguirli.

Perché Talete non pubblica allora sul sito i dati mese per mese, in modo da ricostruire quel rapporto di fiducia con l’utenza distrutto da anni di inefficienze? Magari rendendo anche più veloce i tempi di apertura delle pagine dello stesso sito, che al momento mettono a dura prova i nervi dei cittadini. Il sindaco dem di Acquapendente Ghinassi indicava proprio questa fiducia come condito sine qua non per recuperare un po’ della mostruosa morosità (sopra il 30%) che grava sui bilanci dell’azienda. Una direttiva europea stabilisce inoltre che i controlli debbano essere proporzionali al volume d’acqua distribuito e prodotto ogni giorno in una determinata zona di approvvigionamento, e non in base al numero degli abitanti serviti. Se questa direttiva venga rispettata all’interno dell’Ato viterbese, dalla conferenza stampa di venerdì non si è capito.

 

Intanto a fine maggio, con determina 212 del direttore generale di Talete Alessandro Fraschetti, è stato individuato il professionista incaricato di redigere, al costo di 22.500 euro, la famosa due diligence sui conti della società: si tratta del commercialista Enrico Maria Capozzi che, tra i vari incarichi collezionati, siede anche nel cda di Cotral, di cui è socio unico la Regione. Sarà Capozzi a valutare gli asset di Talete in vista dell’eventuale cessione ai privati del 40% delle quote, sulla cui procedura, come riportato ieri dal Corriere, anche il prefetto Bruno vuole vederci chiaro. Per la cronaca, già nel 2016 Talete diede un incarico per una valutazione degli asset alla “modica” cifra di 112.000 euro: l’advisor scelto fu la Pvc, la stessa a cui, insieme alla società Engineering, fu affidato il progetto per realizzare il nuovo sistema informatico dai 900 mila euro mai realizzato (l’appalto fu revocato). Ma questa è un’altra storia.