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Civita di Bagnoregio, frana nella strada d'accesso. Il prefetto preoccupato per il transito dei turisti

Daniela Venanzi
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Preoccupano il prefetto Bruno i lavori in corso con limitazione di carreggiata di oltre due metri, che interessano l'ingresso stradale di Civita di Bagnoregio. La misura, praticamente all'entrata del paese, prima di un ristorante posto sulla sinistra, è stata resa necessaria per lo smottamento sottostante di una parte di terreno. Un cedimento che ha fatto subito correre ai ripari, con la riduzione di una parte di corsia per evidente pericolo. "Bisogna tenere alto il livello di guardia - dice lo stesso prefetto, che nei giorni scorsi ha incontrato l’amministrazione comunale manifestando le proprie perplessità sullo stato delle cose - Civita di Bagnoregio è un sito con un flusso turistico enorme e quindi di grande passaggio. La situazione va monitorata costantemente, perché al di là dell'interesse, come sito storico e di indiscutibile fascino, non si può e non si deve tralasciare nessun segnale di pericolo. Va sicuramente posta la massima attenzione - continua il prefetto - a questo episodio, e preso ogni provvedimento necessario affinché si possa scongiurare ogni tipo di rischio per l'incolumità delle persone". 

E in effetti il resoconto fotografico della strada oggetto del restringimento, non lascia spazio a possibili atti di superficialità o di sottovalutazione. Sarà infatti l'amministrazione comunale, ente preposto al controllo e ai provvedimenti necessari, a dover rilevare e controllare ogni percettibile cambiamento. E nel frattempo adottare ogni tipo di opportuna misura. 

 

 

Tutti si augurano che presto Civita, candidata a patrimonio Unesco, ottenga il prestigioso riconoscimento. Meritato da una capacità amministrativa che nel corso degli anni ha fatto diventare il borgo, in alcune occasioni, il sito più visitato dopo il Colosseo e centro di interesse di decine di migliaia di turisti. Da poco sono riprese anche le visite dei crocieristi da Civitavecchia che tra le mete, oltre Bomarzo, Tarquinia. Viterbo e la Tuscia in genere, hanno inserito anche la città che muore. Un motivo in più per attenzionare con scrupolo ogni protocollo di sicurezza. "La sottovalutazione - conclude il prefetto Bruno - è spesso la causa in Italia di gravi episodi, che con maggiore attenzione potevano essere evitati. Ecco perché è d'obbligo adottare, come in questo caso specifico, tutte le cautele possibili e fare in modo che gli interventi vengano portati a termine con rapidità".