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Viterbo via libera al glifosato dall'Ue. Insorgono ambientalisti e sindaci

Massimiliano Conti
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Mentre i medici dell’Isde, report della Asl alla mano, lanciano l’allarme sull’alta incidenza di tumori nella Tuscia mettendola in relazione con l’uso di pesticidi, una doccia gelata si abbatte sugli ambientalisti e su tutti coloro, alcuni sindaci in testa, che si battono per un’agricoltura senza chimica: l’Unione europea, infatti, potrebbe autorizzare di nuovo l’uso del glifosato. Il più famoso, o meglio famigerato, diserbante utilizzato nelle coltivazioni non sarebbe nè cancerogeno, né mutageno, “nè tossico per la riproduzione”, stando alle sorprendenti conclusioni a cui sono giunte recentemente le autorità europee con il primo rapporto sulla sicurezza della sostanza per il rinnovo dell’autorizzazione. Dopo le polemiche degli anni scorsi, il rapporto è stato preparato dalle autorità di quattro Paesi (Francia, Olanda, Svezia e Ungheria) anziché da uno solo come era prassi precedentemente. Il documento indica appunto che il glifosato ha i requisiti per essere ri-autorizzato in Europa.

 

 

“La fase finale della valutazione spetta all’Autorità europea per la sicurezza alimentare e all’Agenzia europea dei chimici, alle quali oggi sono state consegnate le analisi e le raccomandazioni delle quattro autorità nazionali – riporta l’Ansa -. Le due agenzie pubblicheranno i documenti sui loro siti web e avvieranno una consultazione online in settembre. Raccolti i commenti, Echa e Efsa stileranno le loro conclusioni, attese rispettivamente nei prossimi mesi di maggio e di giugno 2022. Sarà, quindi, la Commissione europea a dover preparare una proposta legislativa sulla base dei pareri scientifici, da presentare ai Paesi membri”. 

 

Nel 2017 il presidente francese Emmanuel Macron aveva promesso di vietare il glifosato entro tre anni, ma, come ricorda sempre l’Ansa, nel 2021 ha poi introdotto incentivi agli agricoltori per dimezzarne l’uso entro il 2022. Nel 2019 il Parlamento austriaco aveva approvato un divieto, rinunciandovi poi nel giro di pochi mesi. In Germania, invece, il Parlamento discute la proposta del governo di un bando dal 2024, per i danni che la sostanza potrebbe arrecare all’ambiente.  Bengasi Battisti, medico, ex sindaco e consigliere comunale di Corchiano, che da diversi anni denuncia l’abuso di pesticidi in agricoltura, si augura che l’Unione europea non cambi rotta e ricorda come negli Stati Uniti alcune sentenze abbiano condannato la Monsanto, azienda americana che è la produttrice del glifosato (acquisita nel 2018 dal colosso tedesco della Bayer), a pagare risarcimenti milionari per i danni prodotti dalla sostanza. “Dopo tante battaglie e tanti studi, rimettere in carreggiata il glifosato – sottolinea Bengasi Battisti – sarebbe anacronistico e al tempo stesso in evidente contrasto con tutte quelle buone pratiche che si stanno affermando nel settore dell’agricoltura”. 
Intanto Assofrutti ha presentato un ricorso al Tar contro l’ordinanza del sindaco di Nepi Franco Vita che vietava l’utilizzo di alcuni fitofarmaci nel territorio comunale regolamentando l’irrorazione di quelli autorizzati. A darne notizia è lo stesso Vita, che nel frattempo ha tratto ulteriore linfa per la sua battaglia proprio dai dati sui tumori resi noti dall’Isde, l’Associazione medici per l’ambiente: “Le cifre sono preoccupanti e registrano un incremento che deve essere assolutamente valutato con attenzione – afferma il sindaco di Nepi -. Secondo quanto riporta l’Isde questo incremento delle malattie oncologiche è da addebitare all’uso di fitofarmaci. La Coldiretti sollecita le autorità governative ad approvare la legge sulla regolamentazione delle coltivazioni biologiche. Il nostro governo investirà nei prossimi anni somme decisamente consistenti per la transizione ecologica, mentre ancora una parte di agricoltori e imprenditori intende pensare solamente al guadagno eccessivo, incurante di compromettere la fertilità dei terreni e la biodiversità dell’ambiente”. Nella giornata di domani, infine, in consiglio comunale, Franco Vita chiederà ai consiglieri nepesini se concordano con la sua proposta di sottoporre l’ordinanza a una consultazione popolare, affidando quindi agli abitanti di Nepi il giudizio finale. “Il legale del Comune già ha predisposto il testo per confutare le accuse di Assofrutti – conclude il sindaco - e lotteremo per difendere il nostro territorio e soprattutto la salute dei cittadini”.