Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, mafia. Nuova udienza in carcere per i fratelli albanesi David e Ismail Rebeshi

V. T. 
  • a
  • a
  • a

Ieri, venerdì 19 giugno, nuova udienza in carcere per il processo ai fratelli David e Ismail Rebeshi, dedicata all’ascolto di altri testimoni citati dal pm Tucci, titolare del fascicolo. I due imputati, rappresentati dall’avvocato Afeltra, hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario a Viterbo, a seguito del rinvio a giudizio disposto dal gup di Roma per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Durante l’udienza celebrata ieri mattina a Mammagialla, sono stati sentiti alcuni operanti e altri testi dell’accusa. Il dibattimento riprenderà il 9 luglio, con l’ascolto degli ultimi testimoni compresi nella lista del pm. L’8 ottobre toccherà ai due imputati sottoporsi alle domande delle parti. Tutto ebbe inizio nel periodo successivo alla conclusione dell’operazione Erostrato, che sfociò negli arresti dei membri dell’organizzazione criminale retta da Ismail Rebeshi e Giuseppe Trovato, condannati dalla Corte d’appello nei primi di giugno, rispettivamente a 10 anni e 11 mesi e 12 anni e 9 mesi.

 

Mentre Rebeshi si trovava già al 41 bis, il fratello David insieme a dei connazionali si misero all’opera per raggranellare denaro, avvicinando due parti offese, una delle quali si rivolse alle forze dell’ordine. A febbraio solo una delle presunte vittime si costituì parte civile, in particolare, un ristoratore della provincia, il quale due anni fa sarebbe stato vittima di estorsione da parte di David Rebeshi e tre complici. Nella stessa rete sarebbe finito anche il proprietario di una concessionaria. Secondo l’ipotesi accusatoria, il 30enne, malgrado fosse dietro le sbarre, avrebbe continuato a gestire i propri interessi pilotando azioni delittuose messe in pratica dal fratello e altri scagnozzi.