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Viterbo arsenico nell'acqua. "Non siamo avvelenatori", i sindaci si ribellano

M. C.
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“Non siamo degli avvelenatori”. E’ il messaggio che l’amministratore unico di Talete Salvatore Genova, il presidente della Provincia Pietro Nocchi, il responsabile della segreteria tecnica dell’Egato Giancarlo Daniele, e i sindaci dei comuni della consulta d’ambito (Viterbo, Tarquinia, Civita Castellana, Vetralla, Tessennano, Castel Sant'Elia, Farnese e Vallerano), hanno voluto lanciare con la conferenza stampa di ieri, venerdì 18 giugno, dopo il clamore suscitato da alcuni servizi e inchieste nazionali sulle acque viterbesi. Intanto c’è da registrare un deciso cambiamento di rotta nella strategia comunicativa dell’azienda idrica: non più conferenze stampa alla buona e “un po’ burine” negli asettici uffici di via Romiti, ma incontri formali in stile presidenza del Consiglio, con Palazzo Gentili al posto di Palazzo Chigi, affidati a un azzimato moderatore di solide radici metropolitane e “di insolita equidistanza”, pronto all’occorrenza a redarguire i giornalisti propalatori di fake news, o meglio di “fregnacce” per dirla alla viterbese o di “notizie barzotte” per dirla alla romana.

 

Il succo della turgida conferenza stampa di ieri, 18 giugno, è tutto qui: quelle che sono state dette finora dai giornali locali e dai programmi televisivi nazionali, secondo Talete, sono emerite “fregnacce”. II tutto suffragato dai numeri forniti da Salvatore Genova: nei comuni gestiti da Talete l’arsenico è sotto i limiti, il costo della bolletta idrica per una famiglia media in provincia di Viterbo è di 300 euro l’anno, e non di 505 come stimato da Citttadinanza attiva, comunque inferiore ai 523 di media regionale. L’aumento tariffario stato del 7% per il 2020, del 3,2% per il 2021, dell’1,9 per il 2022 e dell’1,7% per il 2023. Chi ha sommato altre voci di costo, ha detto l’amministratore unico, “vuole fare politica sulle tariffe come va di moda oggi”.

 

Quanto ai controlli dei valori di arsenico, ne vengono fatti 5921 l’anno, tanti pure secondo il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, e costosi, come ha sottolineato il presidente della Provincia Nocchi. Se poi sul portale della Asl, gli ultimi dati di alcuni comuni, tipo Acquapendente, sono fermi al 1° febbraio, bisogna chiedere spiegazioni alla Asl, mentre l'oste Talete che il suo vino è buono lo dice puntualmente sul proprio sito, sempre che si riesca ad aprirlo in tempi ragionevoli. “In queste settimane ho ricevuto attacchi a cui non ero abituato – ha detto l’amministratore Genova - . Io sono un tecnico e pensavo di dover dedicarmi solo all’azienda, invece sono costretto a leggere e a rispondere ad articoli non sempre veri”. La sintesi finale spetta al sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi: “Paghiamo un’acqua di buona qualità 83 centesimi al giorno, meno di un caffè”.