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Viterbo, reddito di cittadinanza. Solo 24 su 200 sono disponibili a fare i lavori utili

Daniela Venanzi
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A provocare il malcontento più acceso del reddito di cittadinanza è lo scoprire i “furbetti”, molti anche nella provincia di Viterbo. Persone che pur percependo il reddito in realtà godevano di altri benefici o avevano altre entrate volutamente non dichiarate, mariti conviventi dimenticati o immobili di proprietà. Casi sono stati riscontrati a Valentano, Blera, Orte, Viterbo, per un totale di oltre 50 cittadini e circa 300.000 euro di danno erariale. Insomma gente che non aveva alcun diritto ad usufruire della misura. Negli ultimi giorni poi si è acceso anche un altro dibattito, quello relativo al rifiuto ad accettare i Puc (progetti utili alla collettività). E' Antonella Sberna, alla quale era stata fatta una interrogazione durante il consiglio comunale, a raccogliere i dati e a fare un po' di chiarezza sull'argomento, negli ultimi giorni sotto i riflettori di un acceso dibattito, anche a livello mediatico. “Sono state ad oggi effettuate - spiega l’assessore ai servizi sociali - circa 200 analisi preliminari per il distretto socio sanitario Vt3 e per la maggior parte sul Comune di Viterbo". 

 

Nel dettaglio cosa ne è uscito fuori? 
"Parliamo di 77 casi che sono stati inviati in valutazione al centro per l'impiego, perché non sono emerse problematiche di disagio sociale, ma l'assenza di reddito è causata esclusivamente dalla mancanza di lavoro. Poi ci sono 32 casi che sono stati esclusi perché invalidi o perché impegnati in attività di lavoro compatibili con il reddito di cittadinanza e, pur proponendo una eventuale adesione su base volontaria ad uno specifico progetto, non hanno espresso il consenso. Non risultano quindi tenuti agli obblighi. In altri 9 casi sono emerse persone che hanno problematiche con disagio complesso e pertanto è prevista ulteriore valutazione in sede di equipe multidisciplinare integrata con la Asl ed altre istituzioni territoriali. In 23 - spiega ancora l'assessore Sberna - hanno terminato di percepire il contributo e non hanno fatto nuovamente richiesta, non sono quindi tenuti agli obblighi; altri 24 sono ancora in valutazione, la maggior parte sono irreperibili al telefono, ad alcuni di questi è stata notificata la convocazione, di questi già 4 non si sono presentati al primo invito e devono essere riconvocati. E' noto che solo dopo 3 convocazioni ufficiali si può fare segnalazione all'Inps. Infine 25 hanno sottoscritto un patto semplificato con il servizio e hanno espresso la disponibilità ad aderire al Puc".

 


Un quadro non particolarmente edificante, Si tratta di 24 percettori del reddito di cittadinanza su 200 che sfuggono alla convocazione o al telefono. Si tratta pur sempre di un 12%. Cosa ne pensa? 
“Intanto credo che in un momento come quello che abbiamo vissuto, il sostegno per le persone veramente in difficoltà e senza lavoro sia stata una misura che ha permesso a chi era in sofferenza di vivere dignitosamente, nello stesso tempo auspico anche di rendere più agile la procedura di richiamo per poter impiegare fin da subito, chi ne ha le caratteristiche, al lavoro di pubblica utilità. Ad oggi sono ben 20 i progetti ricevuti dai Comuni e da altri enti pubblici territoriali al fine delle attivazioni”.