Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, carte di credito clonate. In 26 a processo. ecco come sono stati scoperti. Le vittime sono 350

V. T.
  • a
  • a
  • a

Slitta ancora la sentenza per il processo scaturito dall’operazione denominata “Transilvania games” del 2013 che ha portato sul banco degli imputati 26 persone. L’accusa ha chiesto 5 e 3 anni di reclusione per i due promotori dell’organizzazione, ma c’è il rischio che vada tutto in prescrizione. I membri del sodalizio, composto da macedoni e romeni, devono rispondere di associazione per delinquere, finalizzata all’uso fraudolento di mezzi di pagamento, riciclaggio e ricettazione.

L’avvocato Walter Pella, che difende uno degli ideatori, insieme agli altri difensori, ha posto all’attenzione del collegio, presieduto dal giudice Silvia Mattei, una sentenza, secondo la quale se prevalgono le attenuanti generiche, non avendo i loro assistiti altri precedenti alle spalle, sull’aggravante a questo punto cadrebbe, inoltre, la recidiva e dunque la somma prevista dalla prescrizione non raggiungerebbe i 10 anni. Il 6 luglio sono attese le eventuali repliche delle parti e, salvo ulteriori rinvii, anche la sentenza. La banda, che clonava carte di credito per poi svuotarle con scommesse online, venne arrestata a febbraio del 2013. Stando alle indagini, gli imputati, residenti nei dintorni di Civita Castellana, avevano escogitato un stratagemma per sottrarre i codici, portando in rosso le carte appartenenti a circa 350 vittime sparse in tutta Italia.

 

A smascherarli e a far partire le investigazioni fu un cittadino, il quale presentò un esposto, dopo aver constatato l’impossibilità di effettuare una transazione sul web. In seguito, l’uomo scoprì che era partita una operazione non autorizzata su un sito internet di scommesse eseguita da ignoti.