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Viterbo, rapina alle Poste di Canino. A processo l'ex direttore e sei complici. Ecco chi sono | Video

Valeria Terranova
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Rapina all’ufficio postale di Canino: rinviati a giudizio i sette uomini che avrebbero organizzato il colpo il 28 novembre dello scorso anno. Si tratta di Massimiliano Cioci, ex direttore della filiale, Domenico Palermo, Daniele Casertano, Christian Lanari, Bruno Laezza, Roberto Gallo e Riccardo Carloni Modesti. Il cerchio delle indagini si chiuse a gennaio di quest’anno, quando gli ultimi tre, ritenuti gli autori materiali del colpo, furono arrestati dai carabinieri.

Stando alla tesi investigativa, due di loro si trovavano a bordo di un’auto, una Lancia Ypsilon rossa, davanti all’ufficio in via Garibaldi, mentre il terzo sarebbe stato il battitore libero, che avrebbe fatto irruzione da solo nell’ufficio, vestito da corriere e sotto la minaccia di una pistola. Durante l’azione l’uomo sarebbe riuscito a prendere i soldi con la presunta complicità dell’allora direttore, individuato poi dagli inquirenti come basista. I malviventi, mettendo a segno la rapina, si sarebbero impossessati di 200 mila euro. Dell’intero bottino furono rinvenuti solo i primi 30 mila euro, somma che il direttore aveva trattenuto per sé. Cioci, però, fu poi sorpreso dai militari, che lo stavano pedinando, proprio nel momento in cui stava cercando di trasferirli in macchina per portarli via, scatenando i sospetti degli investigatori.

Gli ultimi tre, i soggetti che mancavano all’appello, furono denunciati a piede libero dopo i primi arresti dell’8 dicembre. Le indagini, coordinate dalla Procura di Viterbo, da principio si focalizzarono sul probabile coinvolgimento di un dipendente dello stesso ufficio, e l’8 dicembre fu proprio l’ex direttore ad essere sottoposto a una misura cautelare insieme ad altri tre uomini, ritenuti le menti del colpo. Gli interrogatori di garanzia risalgono alla fine di gennaio. In quell’occasione il 25enne viterbese, Riccardo Carloni Modesti, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, non rispose alle domande del gip Savina Poli. Bruno Laezza, rappresentato dall’avvocato Enrico Zibellini, si avvalse della facoltà di non rispondere, per via delle spontanee dichiarazioni che rilasciò al pm nel periodo in cui era indagato a piede libero. Invece, Roberto Gallo, assistito dall’avvocato Giovanni Labate, anche se fu ascoltato in procura già a dicembre, in quella sede confermò quanto dichiarato in precedenza, chiarendo la propria posizione e il suo ruolo nella vicenda, e i rapporti intrattenuti con i presunti complici. L’udienza è stata fissata per il 19 ottobre