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Viterbo, discarica di Monterazzano. Torna il rischio ampliamento a causa del Covid

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Per Viterbo adesso il pericolo di diventare la discarica laziale è concreto. Almeno quanto quello di veder esaurirsi molto presto l’invaso di Monterazzano. Da un lato, infatti, il flusso dei rifiuti da Roma che riprenderà dal 1° luglio, ufficialmente solo per 15 giorni, non fa dormire sonni tranquilli al sindaco Arena e ai cittadini viterbesi circa una possibile saturazione del sito sulla Tuscanese prima dei 6-7 anni previsti. Dall’altro il continuo ricorso della Regione a Monterazzano per fronteggiare l’emergenza rischia non solo di orientare il pronunciamento del Tar a favore dell’innalzamento dell’invaso delle Fornaci di 275 mila metri cubi, contro il quale Palazzo dei Priori ha presentato ricorso, ma addirittura di fornire nuovi argomenti alla società Ecologia Viterbo che la discarica vuole ampliarla addirittura fino a 600 mila metri cubi. 

Se Arena continua a fidarsi di Zingaretti - il quale finora non sembra però essere stato granché di parola - il suo predecessore, nonché capogruppo di Forza Italia in Comune, nonché delegato all’ambiente in Provincia, Giulio Marini, teme invece che Viterbo sia finita, in materia di monnezza, in un autentico cul-de-sac. “Il fallimento della Regione Lazio nella gestione dei rifiuti è evidente”, sottolinea Marini, che condivide l’allarme lanciato dalla dem Luisa Ciambella martedì in consiglio comunale. L’ex vicesindaca, ricordiamo, ha mostrato in aula una determina regionale datata 28 maggio in cui la Provincia di Latina viene diffidata a individuare entro due mesi un impianto di smaltimento sul proprio territorio proprio in considerazione del fatto che le Fornaci, dove i rifiuti pontini vengono oggi conferiti insieme a quelli di Frosinone e Rieti, ha una capacità residua di solo 165 mila metri cubi.

Al timore che il flusso dalle altre province laziali possa non interrompersi il 30 giugno - visto che il problema dei rifiuti nel Lazio non è stato ancora risolto causa il muro contro muro tra Zingaretti e la sindaca Raggi – ora si aggiunge la notizia di questo ulteriore conferimento dal 1° al 15 luglio dei rifiuti romani. “Spero e ho fiducia che si tratterà solo di due settimane, il tempo che la Regione stipuli dei contratti con impianti del Nord Italia”, dice Arena, consapevole però di non avere molte armi per contrastare scelte dettate dall'emergenza. Il sindaco attende con ansia anche che il Tar si pronunci sul ricorso del Comune contro l'innalzamento dell'invaso di Monterazzano autorizzato dalla Regione. A inizio maggio il tribunale amministrativo aveva intanto respinto quello della Ecologia Viterbo contro lo stesso provvedimento regionale che aveva limitato l'ampliamento a 270 mila metri cubi, a fronte dei 600 mila richiesti dalla società che gestisce Le Fornaci. La decurtazione era stata motivata con riferimento “all'auspicata diminuzione del fabbisogno di smaltimento a partire dal 2021”. Le cose però sono andate in un altro modo: il fabbisogno è cresciuto, cosa di cui ora potrebbero prendere atto sia il Tar nel pronunciarsi sul “mini” innalzamento, sia eventualmente il Consiglio di Stato, se Ecologia dovesse tornare alla carica con i 600 mila metri cubi. “Paghiamo l’ultradecennale incapacità di programmazione della Regione Lazio – conclude Marini – e anche la mancanza di coraggio nella chiusura del ciclo dei rifiuti tramite degli impianti previsti già 30 anni fa. Viterbo ha sempre pagato il prezzo di scelte romanocentriche senza avere alcun ristoro. Anzi, come unico regalo la Regione ha addirittura aumentato con effetto retroattivo il costo del conferimento dei rifiuti in discarica”. Come dire: cornuti e pure mazziati.